Forfettari, prima della dichiarazione i conti devono tornare

Fatture, incassi, contributi e coefficienti di redditività: i controlli fondamentali per compilare correttamente il Quadro LM ed evitare errori nella determinazione delle imposte.

Il regime forfettario semplifica la gestione fiscale di professionisti e lavoratori autonomi, ma richiede comunque attenzione nella preparazione della dichiarazione dei redditi. Prima di compilare il Modello Redditi PF 2026, relativo all’anno d’imposta 2025, è necessario verificare le informazioni che confluiscono nel Quadro LM, dedicato al calcolo del reddito e dell’imposta sostitutiva.

La verifica deve partire dai documenti dell’attività: fatture emesse, somme riscosse e versamenti previdenziali. Dati incompleti o attribuiti all’anno sbagliato possono incidere sul risultato della dichiarazione.

Fatture e incassi: conta quando si riceve il pagamento

Il primo elemento da controllare è la corrispondenza tra fatture e pagamenti. Il regime forfettario segue il principio di cassa: ricavi e compensi concorrono alla formazione del reddito nell’anno in cui vengono effettivamente incassati, indipendentemente dalla data di emissione della fattura.

Per esempio, una fattura emessa a dicembre 2025 e pagata a gennaio 2026 non rientra tra gli incassi da dichiarare per il 2025. Il relativo importo sarà considerato nell’anno successivo.

Per questo motivo, il totale delle fatture emesse non coincide necessariamente con il totale da riportare nella dichiarazione. Occorre distinguere i documenti già saldati da quelli ancora in attesa di pagamento e verificare le date degli incassi.

Codice ATECO e coefficiente di redditività: la corretta associazione è essenziale

Un altro passaggio riguarda il codice ATECO dell’attività e il coefficiente di redditività applicabile. Nel regime forfettario, infatti, il reddito viene determinato applicando ai ricavi o compensi percepiti una percentuale stabilita in funzione dell’attività esercitata.

Il coefficiente serve a individuare la quota degli incassi che costituisce reddito, riconoscendo i costi in modo forfettario. Non si procede, quindi, sottraendo singolarmente tutte le spese sostenute per lo svolgimento dell’attività.

Prima della compilazione è necessario controllare che il codice attività e il coefficiente utilizzato siano correttamente associati. Un errore in questo passaggio può modificare la base su cui viene calcolata l’imposta.

Va verificata anche l’aliquota dell’imposta sostitutiva: il 15% in via ordinaria oppure il 5% quando sussistono le condizioni previste per l’agevolazione sulle nuove attività.

Contributi previdenziali: verificare i versamenti effettivi

Dal reddito determinato attraverso il coefficiente di redditività si deducono i contributi previdenziali obbligatori versati secondo le regole applicabili.

Anche in questo caso assume rilievo il pagamento effettivo. Per la dichiarazione relativa al 2025 occorre controllare i contributi pagati durante quell’anno, evitando di confonderli con quelli semplicemente dovuti o riferiti allo stesso periodo ma versati successivamente.

Conservare ricevute e documentazione dei versamenti consente di verificare gli importi da considerare e di determinare correttamente il reddito netto soggetto all’imposta sostitutiva.

Soglia del regime: il monitoraggio deve essere costante

Il controllo degli incassi serve anche a verificare il rispetto della soglia di 85.000 euro, rilevante per l’accesso e la permanenza nel regime forfettario.

Seguire l’andamento dell’attività durante l’anno permette di individuare tempestivamente un eventuale superamento e valutarne le conseguenze fiscali. La verifica della soglia deve accompagnarsi al controllo degli altri requisiti previsti per beneficiare del regime.

Documenti ordinati per una dichiarazione più precisa

Una gestione aggiornata di fatture, incassi e versamenti facilita il lavoro di preparazione della dichiarazione. Gli strumenti digitali possono aiutare a raccogliere i documenti, registrare i pagamenti e predisporre riepiloghi da condividere con il commercialista.

La semplificazione fiscale funziona meglio quando è accompagnata da informazioni complete e corrette. Controllare i dati prima della compilazione del Quadro LM permette di ridurre gli errori e determinare le imposte sulla base della reale situazione dell’attività.

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