Professioni, diverse novità in arrivo tra riforme, equo compenso, CTU e welfare

Nei prossimi mesi il Parlamento e il Governo saranno chiamati ad affrontare diversi provvedimenti che interessano il mondo delle professioni. Tra i temi principali figurano la revisione degli ordinamenti professionali, l’attuazione della riforma forense, l’equo compenso, l’aggiornamento degli onorari dei Consulenti tecnici d’ufficio e il rafforzamento delle misure di welfare destinate ai lavoratori autonomi.

Con la ripresa delle attività istituzionali a settembre, cresce quindi l’attenzione delle categorie professionali regolamentate verso le riforme già avviate e verso i relativi decreti attuativi.

Tra le questioni aperte rientra anche l’adeguamento dei compensi dei CTU da parte dei ministeri della Giustizia e dell’Economia.

Un ulteriore argomento destinato ad essere discusso riguarda la norma, in vigore dal 15 giugno, che impone alla Pubblica Amministrazione di verificare la posizione fiscale dei lavoratori autonomi prima di effettuare pagamenti superiori a 5.000 euro. Le categorie professionali auspicano che la disposizione possa essere riesaminata nell’ambito della prossima Legge di Bilancio.

Revisione degli ordinamenti professionali

Nel settembre 2025 il Governo ha approvato quattro disegni di legge delega riguardanti la revisione degli ordinamenti professionali.

Gli interventi interessano, rispettivamente, la professione forense, quindici categorie professionali, i commercialisti e le professioni sanitarie.

Le quindici categorie coinvolte sono agrotecnici, architetti, assistenti sociali, attuari, consulenti del lavoro, dottori agronomi e forestali, geologi, geometri, giornalisti, ingegneri, periti agrari, periti industriali, spedizionieri doganali, consulenti in proprietà industriale e tecnologi alimentari.

La riforma dell’Avvocatura ha già ottenuto l’approvazione definitiva del Parlamento, con il passaggio conclusivo al Senato il 22 luglio 2026. Nei prossimi mesi è quindi attesa l’emanazione dei relativi provvedimenti attuativi da parte del ministero della Giustizia.

Il disegno di legge relativo alle quindici categorie professionali, dopo l’approvazione del Senato avvenuta il 3 agosto, è invece passato all’esame della Camera.

Anche le revisioni riguardanti commercialisti e professioni sanitarie hanno completato la fase di esame degli emendamenti nelle commissioni della Camera e dovrebbero arrivare in Aula, in prima lettura, dalla seconda metà di settembre.

Equo compenso

Resta aperto anche il tema dell’applicazione della normativa sull’equo compenso prevista dalla legge 49 del 2023.

L’Osservatorio istituito presso il ministero della Giustizia con il compito di monitorare l’applicazione della disciplina attraversa da diversi mesi una fase di sostanziale inattività.

Dall’inverno del 2025 non risultano infatti convocate nuove riunioni dell’organismo. Nonostante alcuni cambiamenti intervenuti nel maggio 2026 ai vertici amministrativi del ministero, la situazione non avrebbe registrato particolari sviluppi.

La prolungata fase di stallo ha alimentato le perplessità delle rappresentanze professionali, che in diverse occasioni hanno espresso dubbi sull’effettiva capacità dell’Osservatorio di incidere sull’applicazione della normativa.

Consulenti tecnici d’ufficio

Possibili sviluppi riguardano inoltre i compensi dei Consulenti tecnici d’ufficio e, più in generale, dei professionisti chiamati a svolgere attività per conto dei tribunali.

Un importante passaggio è rappresentato dalla sentenza 14327/2026 del Tar del Lazio, che ha accolto il ricorso presentato dall’Ordine degli ingegneri di Genova.

La decisione ha imposto ai ministeri della Giustizia e dell’Economia di procedere all’adeguamento degli onorari sulla base dell’indice Istat.

I compensi di riferimento risultano infatti ancora collegati a importi stabiliti circa 24 anni fa.

La decisione è stata accolta positivamente dalle categorie professionali, che auspicano ora un rapido completamento del percorso necessario per rendere effettivo l’aggiornamento degli emolumenti.

Welfare per gli iscritti alla Gestione separata Inps

In vista della prossima Legge di Bilancio torna inoltre al centro del confronto il tema delle tutele destinate ai professionisti e ai lavoratori autonomi iscritti alla Gestione separata dell’Inps.

Confcommercio Professioni propone di utilizzare maggiormente alcune risorse già disponibili all’interno della Gestione separata per rafforzare le misure di assistenza rivolte agli autonomi.

Secondo la Confederazione, esisterebbero infatti avanzi significativi collegati alla contribuzione dello 0,72% destinata alle cosiddette prestazioni minori e allo 0,35% relativo all’Iscro, l’Indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa prevista per i lavoratori autonomi.

Queste risorse potrebbero essere utilizzate per ampliare le tutele in materia, ad esempio, di maternità e malattia, ma anche per finanziare attività di formazione professionale attraverso i Fondi interprofessionali.

Il quadro dei prossimi mesi si presenta quindi particolarmente significativo per il mondo delle professioni, con diversi interventi legislativi e amministrativi destinati a incidere sia sull’organizzazione degli ordini sia sugli aspetti economici, previdenziali e assistenziali dell’attività professionale.

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F.I.S.A.P.I. – Confederazione Generale
Professioni Intellettuali

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