IVA non dichiarata, il Fisco accelera sul recupero

Nuova procedura per chi omette la dichiarazione annuale: l’imposta può essere ricostruita attraverso i dati già disponibili. Dopo la comunicazione ci sono 60 giorni per chiarire o pagare, ma senza rateazione e compensazione

Cambiano le conseguenze per i contribuenti che non presentano la dichiarazione annuale IVA. Il Fisco può ora determinare automaticamente l’imposta dovuta utilizzando le informazioni già presenti nelle proprie banche dati, senza attendere una successiva attività ordinaria di accertamento.

La ricostruzione può essere effettuata sulla base delle fatture elettroniche emesse e ricevute, dei corrispettivi telematici, delle liquidazioni periodiche IVA e dei versamenti già effettuati dal contribuente.

Il nuovo meccanismo punta quindi a rendere più rapido il recupero delle somme dovute quando manca la dichiarazione annuale oppure quando il modello presentato non contiene gli elementi necessari per determinare correttamente le operazioni effettuate e l’imposta.

Sessanta giorni per chiarire o versare

Una volta ricevuta la comunicazione, il contribuente ha 60 giorni per intervenire. Può fornire dati, documenti o chiarimenti nel caso in cui ritenga che la ricostruzione contenga errori oppure elementi non correttamente considerati.

Se le osservazioni vengono accolte e l’importo viene modificato, parte un nuovo termine per procedere al pagamento.

In alternativa, il contribuente può versare quanto richiesto entro i 60 giorni beneficiando della riduzione della sanzione.

La principale criticità riguarda però le modalità di pagamento: l’intero debito deve essere saldato senza possibilità di ricorrere alla rateizzazione.

Niente compensazione con altri crediti

Non sarà possibile neppure utilizzare eventuali crediti fiscali in compensazione nel modello F24 per ridurre le somme richieste.

Anche l’eventuale credito IVA proveniente dall’anno precedente non viene automaticamente sottratto nel calcolo della liquidazione. Il contribuente potrà comunque segnalare la presenza di elementi che ritiene non siano stati correttamente valutati durante i 60 giorni concessi per il confronto.

Sul fronte delle sanzioni, il pagamento integrale entro il termine previsto consente una riduzione significativa: la penalità collegata all’omessa dichiarazione scende al 40% dell’imposta dovuta, oltre agli interessi.

Mancato pagamento, scatta il recupero

Se il contribuente non paga entro il termine e non riesce a modificare la richiesta attraverso i chiarimenti forniti, le somme possono essere iscritte direttamente a ruolo.

In questo caso viene meno anche il beneficio della sanzione ridotta e il debito diventa più pesante.

La comunicazione con il dettaglio della liquidazione permette comunque al contribuente di conoscere gli elementi utilizzati per il calcolo e verificare eventuali incongruenze prima di effettuare il versamento.

La nuova procedura segna così un ulteriore passo verso un Fisco sempre più automatizzato: fatture elettroniche, corrispettivi e liquidazioni periodiche consentono all’amministrazione di ricostruire la posizione IVA anche quando manca la dichiarazione annuale. Per imprese e professionisti diventa quindi ancora più importante controllare tempestivamente le comunicazioni ricevute e verificare la correttezza dei dati fiscali trasmessi durante l’anno.

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