Rapporto ISTAT 2026: crescita moderata, produttività debole e sfide demografiche per il futuro del Paese

Il Rapporto Annuale ISTAT 2026 offre una fotografia articolata dell’economia e della società italiana, evidenziando segnali positivi sul fronte dell’occupazione e dell’export, ma anche criticità strutturali che continuano a limitare il potenziale di crescita del Paese.

Nel 2025 il Prodotto Interno Lordo è cresciuto dello 0,5%, confermando una dinamica positiva ma ancora contenuta rispetto ad altri Paesi europei. A sostenere l’economia sono stati principalmente i consumi delle famiglie e la ripresa degli investimenti, mentre le esportazioni hanno continuato a rappresentare uno dei principali punti di forza del sistema produttivo italiano.

Export e occupazione trainano la crescita

Le vendite all’estero hanno registrato risultati significativi, con un saldo commerciale superiore ai 50 miliardi di euro e performance particolarmente positive nei settori dei macchinari e del tessile-abbigliamento. L’Italia conferma così la propria capacità competitiva sui mercati internazionali.

Anche il mercato del lavoro mostra segnali incoraggianti. Nel 2025 gli occupati sono aumentati dello 0,8% e il tasso di occupazione ha raggiunto il 62,5%, il valore più elevato degli ultimi anni. Contestualmente, la disoccupazione è scesa al 6,1%, confermando una tendenza favorevole.

Permangono tuttavia alcune criticità, tra cui un tasso di inattività ancora elevato, che continua a rappresentare uno dei principali limiti strutturali del mercato del lavoro italiano.

Salari in recupero ma potere d’acquisto ancora sotto pressione

Le retribuzioni contrattuali hanno registrato una crescita superiore all’inflazione nel corso del 2025, favorendo un graduale recupero del potere d’acquisto dei lavoratori.

Nonostante ciò, l’effetto dell’ondata inflazionistica degli ultimi anni continua a pesare sulle famiglie. Secondo l’ISTAT, a fine 2025 il potere d’acquisto reale dei salari risulta ancora inferiore rispetto ai livelli del 2019, evidenziando come il percorso di recupero sia ancora incompleto.

L’andamento dei prezzi energetici rappresenta inoltre un elemento di attenzione per il 2026, poiché eventuali nuovi rincari potrebbero rallentare ulteriormente il recupero delle retribuzioni reali.

Produttività: il nodo centrale della competitività italiana

Tra gli aspetti maggiormente evidenziati dal Rapporto emerge la persistente debolezza della produttività. Negli ultimi dieci anni la crescita della produttività del lavoro è stata estremamente contenuta, limitando la capacità delle imprese di generare maggiore valore e sostenere incrementi salariali duraturi.

Secondo l’ISTAT, il sistema produttivo italiano incontra ancora difficoltà nel trasformare investimenti, innovazione tecnologica e capitale umano in un effettivo aumento dell’efficienza e della competitività.

Anche la diffusione dell’intelligenza artificiale, pur in forte crescita, non appare ancora sufficiente a produrre effetti significativi sull’intero tessuto economico nazionale.

Innovazione e competenze: una sfida ancora aperta

Gli investimenti in ricerca, sviluppo e proprietà intellettuale mostrano segnali di miglioramento, ma restano inferiori rispetto ai livelli necessari per colmare il divario con le economie europee più avanzate.

L’adozione dell’intelligenza artificiale interessa oggi circa il 16% delle imprese italiane, una quota in forte crescita rispetto agli anni precedenti. Tuttavia, la carenza di competenze digitali e di figure professionali specializzate continua a rappresentare uno dei principali ostacoli alla trasformazione tecnologica del Paese.

Demografia e sostenibilità del sistema previdenziale

Uno dei temi più rilevanti affrontati dal Rapporto riguarda la dinamica demografica. Il progressivo invecchiamento della popolazione e la diminuzione delle persone in età lavorativa rischiano di produrre effetti significativi sulla crescita economica e sulla sostenibilità del sistema previdenziale.

Le stime indicano che entro il 2050 la popolazione attiva potrebbe ridursi di oltre cinque milioni di persone rispetto ai livelli attuali. Una riduzione che comporterebbe una minore base contributiva a fronte di un numero crescente di pensionati.

Per affrontare questa sfida sarà necessario incrementare la partecipazione al mercato del lavoro, valorizzare maggiormente giovani e donne, favorire l’inclusione di lavoratori qualificati provenienti dall’estero e investire in formazione e innovazione.

Uno sguardo al futuro

Il Rapporto ISTAT 2026 evidenzia come l’Italia disponga di solide basi in termini di occupazione, capacità esportativa e resilienza del sistema produttivo. Allo stesso tempo, emergono con chiarezza alcune sfide decisive per il futuro: produttività, innovazione, competenze digitali e sostenibilità demografica.

La capacità di affrontare questi temi determinerà non solo il ritmo della crescita economica dei prossimi anni, ma anche la qualità dello sviluppo sociale e del benessere delle future generazioni.

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