La riforma dell’ordinamento dei dottori commercialisti e degli esperti contabili compie un primo passo in Parlamento. La Camera ha approvato il disegno di legge delega che definisce i criteri per aggiornare le regole della professione. Il provvedimento passa ora all’esame del Senato e, fino alla conclusione dell’iter legislativo, le modifiche previste non entreranno in vigore.
Uno dei punti centrali riguarda l’accesso alla professione. Il testo prevede la possibilità di svolgere parte del tirocinio già durante gli studi universitari. L’obiettivo è rendere più lineare il passaggio dall’università all’attività professionale e consentire ai futuri iscritti di arrivare all’abilitazione in tempi più brevi.
La riforma affronta anche il tema delle specializzazioni. Le competenze sviluppate dai professionisti nei diversi ambiti di attività dovrebbero trovare riconoscimento attraverso una disciplina specifica, evitando però la creazione di sotto-albi o elenchi autonomi. Si tratta di un passaggio rilevante per una professione le cui attività si sono ampliate e differenziate nel tempo.
Un altro capitolo riguarda la rappresentanza della categoria. Per l’accesso alle cariche elettive del Consiglio nazionale sono previste misure dirette a favorire un maggiore equilibrio tra generazioni e una più ampia partecipazione delle donne. Tra gli strumenti indicati figurano le quote di genere, la doppia preferenza e altre iniziative che possano agevolare la presenza femminile nelle liste elettorali.
Il disegno di legge prevede inoltre una revisione delle norme disciplinari, con l’intento di renderle più semplici. Durante l’esame alla Camera, il testo è stato modificato in alcuni punti: tra le attività tipiche della categoria è stata aggiunta quella svolta in ambito giuslavoristico. È stata introdotta anche una causa di decadenza dagli incarichi di vertice nazionale per chi assuma determinate cariche di governo o ruoli alla guida di enti territoriali di grandi dimensioni.
Il voto della Camera rappresenta dunque l’avvio della fase conclusiva dell’iter parlamentare, ma non ancora l’approvazione definitiva della riforma. Se il provvedimento diventerà legge, il Governo avrà un anno di tempo per adottare il decreto legislativo che tradurrà i principi della delega nelle nuove regole dell’ordinamento professionale.





