Il provvedimento punta ad aggiornare le regole della professione, dalle attività tipiche alle specializzazioni
Si avvicina un nuovo passaggio per la riforma dell’ordinamento dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. Il provvedimento, dopo l’esame nelle commissioni parlamentari competenti, è destinato ad approdare in Aula per proseguire il proprio iter legislativo.
L’intervento punta ad aggiornare una disciplina risalente a oltre vent’anni fa, adeguando le regole della professione ai cambiamenti intervenuti nel mercato, nell’organizzazione degli studi professionali e nelle attività svolte dagli iscritti agli Albi.
Tra gli aspetti affrontati figura la possibilità di concordare il compenso con il cliente, nel rispetto della normativa sull’equo compenso. Il testo interviene inoltre sulla definizione delle attività tipiche della professione, includendo espressamente anche competenze riconducibili all’ambito giuslavoristico.
La riforma prevede una delega al Governo per la revisione complessiva dell’ordinamento professionale. Tra le materie interessate rientrano l’individuazione delle attività riservate, l’esercizio della professione in forma associata o societaria, le incompatibilità, i compensi e il sistema elettorale degli organismi nazionali e territoriali della categoria.
Un altro tema riguarda le specializzazioni professionali. L’obiettivo è riconoscere e disciplinare in maniera più chiara le competenze specialistiche maturate dagli iscritti, evitando al tempo stesso la creazione di nuovi sotto-albi o elenchi professionali autonomi. La riforma dovrebbe quindi definire con maggiore precisione il ruolo e le funzioni delle diverse figure specialistiche all’interno della professione.
Sono previste novità anche per la governance degli organismi professionali. Il legislatore intende rivedere, tra gli altri aspetti, le cause di decadenza dagli incarichi negli organi nazionali e territoriali, con particolare attenzione alla compatibilità tra determinate cariche istituzionali e gli incarichi ricoperti all’interno degli Ordini professionali.
Il provvedimento contiene inoltre una clausola di invarianza finanziaria, secondo cui l’attuazione della riforma non dovrà comportare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
Una volta completato l’iter parlamentare ed entrata in vigore la legge delega, il Governo avrà un periodo prestabilito per adottare i decreti legislativi necessari a rendere operative le nuove disposizioni.
La riforma si propone quindi di ridefinire in maniera organica il perimetro della professione del commercialista, valorizzando le nuove competenze, regolando le specializzazioni e aggiornando le modalità di organizzazione e rappresentanza della categoria.





