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La Legge annuale sulle PMI, in vigore dal 7 aprile 2026, introduce un nuovo strumento di ricambio generazionale nel mondo del lavoro, pensato per favorire l’ingresso dei giovani e accompagnare gradualmente i lavoratori più anziani verso la pensione.
La misura prevede la possibilità, per i dipendenti prossimi al pensionamento, di accedere a un regime di part-time agevolato, a fronte dell’impegno da parte dell’impresa ad assumere un lavoratore under 35 con contratto a tempo pieno e indeterminato. Si tratta di un meccanismo che, a differenza delle precedenti esperienze normative, lega in modo diretto l’uscita progressiva del lavoratore senior all’ingresso stabile di una nuova risorsa.
Come funziona l’incentivo
Il sistema si basa su un intervento pubblico mirato a sostenere sia il lavoratore sia l’impresa. Lo Stato riconosce la contribuzione figurativa per le ore non lavorate e azzera i contributi previdenziali a carico del dipendente, fino a un massimo di 3.000 euro annui.
In termini concreti, il lavoratore può ridurre l’orario senza subire penalizzazioni né sulla retribuzione netta né sul futuro trattamento pensionistico. Il montante contributivo, infatti, viene calcolato come se il rapporto di lavoro fosse rimasto a tempo pieno, garantendo così la piena tutela previdenziale.
I requisiti e gli obblighi per le imprese
La misura è riservata ai datori di lavoro privati con un organico fino a 50 dipendenti. Possono accedervi i lavoratori che abbiano contributi versati prima del 1° gennaio 1996 e che maturino i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata entro il 1° gennaio 2028.
Elemento centrale della disciplina è l’obbligo, per l’azienda, di procedere a una nuova assunzione: per ogni lavoratore senior che aderisce al part-time agevolato, deve essere inserito in organico un giovane under 35 con contratto stabile. In assenza di tale assunzione, l’agevolazione non può essere riconosciuta.
Le imprese possono inoltre cumulare questa misura con gli incentivi già previsti per il 2026, in particolare nei casi in cui il giovane assunto non abbia mai avuto un contratto a tempo indeterminato, beneficiando così di ulteriori esoneri contributivi.
Risorse limitate: solo mille posti disponibili
Nonostante le potenzialità dello strumento, la platea dei beneficiari appare estremamente contenuta. Le risorse stanziate consentiranno infatti l’attivazione della misura per circa mille lavoratori su tutto il territorio nazionale, a fronte di oltre quattro milioni di PMI attive.
Un limite che richiama quanto già accaduto con precedenti interventi analoghi: la misura del part-time pre-pensionamento introdotta nel 2016, pur con una platea più ampia e senza vincoli di assunzione, aveva registrato un utilizzo molto ridotto.
Modalità di accesso
La procedura prevede un ruolo attivo del lavoratore, che deve presentare domanda all’ente previdenziale per la verifica dei requisiti pensionistici, secondo modalità che saranno definite con apposite istruzioni operative.
Una volta ottenuta la certificazione, la riduzione dell’orario di lavoro deve essere concordata con il datore di lavoro e formalizzata per iscritto. L’accordo dovrà specificare le modalità di svolgimento della prestazione lavorativa e potrà includere elementi di flessibilità, come una distribuzione dell’orario su base settimanale o mensile.





