Ufficio Stampa
Sabato 11 aprile 2026, presso l’Hotel Selene di Pomezia, si è svolto un importante incontro dedicato ai nuovi scenari del lavoro e della rappresentanza, dal titolo “La Contrattazione Collettiva del Terzo Millennio”.
L’evento ha visto la partecipazione di istituzioni, professionisti ed esperti del settore, riuniti per confrontarsi sulle trasformazioni in atto nel mondo del lavoro e sugli strumenti più idonei ad affrontare le sfide contemporanee e future.
Tra i protagonisti dell’incontro anche l’avv. Carmelo Bifano, Presidente di FISAPI – Confederazione Generale Professioni Intellettuali, intervenuto in qualità di relatore su uno dei temi più attuali: ‘’Work-life Integration. Il bilanciamento tra vita privata e professionale non è più un optional. Lo smart working e la gestione autonoma del tempo sono diventati moneta di scambio preziosa quanto la retribuzione monetaria.‘’
Con oltre quindici anni di esperienza nel campo della contrattazione collettiva, ed in particolare nello sviluppo del welfare contrattuale e della bilateralità, maturata anche attraverso il suo ruolo in FISAPI ed EBILP, Bifano ha sottolineato come il mondo del lavoro stia attraversando una fase di profonda trasformazione, che richiede una revisione complessiva degli strumenti tradizionali di regolazione.
Secondo quanto emerso, la contrattazione collettiva del terzo millennio non può più limitarsi a disciplinare gli aspetti formali del rapporto di lavoro, ma deve assumere una funzione più ampia, capace di interpretare i cambiamenti in atto e di tradurli in strumenti concreti a beneficio delle persone.
In questo contesto, un ruolo centrale è attribuito alla bilateralità, considerata una leva fondamentale per lo sviluppo del mercato del lavoro. Attraverso gli enti bilaterali, infatti, diventa possibile non solo immaginare modelli organizzativi innovativi, ma anche adattare il lavoro alle esigenze dei lavoratori, introducendo maggiore flessibilità e sostenibilità.
La bilateralità consente inoltre di offrire strumenti concreti di benessere, a sostegno dei lavoratori e delle loro famiglie, contribuendo alla costruzione di un sistema di welfare contrattuale sempre più evoluto, inclusivo e vicino ai bisogni reali.
Particolare attenzione è stata dedicata al tema del tempo, sempre più centrale nel dibattito contemporaneo. L’esperienza dello smart working ha evidenziato come il tempo non sia più soltanto una variabile organizzativa, ma una vera e propria componente della retribuzione. Si assiste così a un cambiamento profondo nella natura del lavoro, che supera il tradizionale scambio tra prestazione e compenso economico per abbracciare un equilibrio più complesso, in cui qualità della vita e benessere assumono un ruolo determinante.In questa prospettiva, si afferma il superamento del concetto di work-life balance a favore del paradigma del work-life Integration, in cui lavoro e vita personale non sono più dimensioni separate, ma elementi integrati in modo dinamico e sostenibile.
Alla luce di tali trasformazioni, la contrattazione collettiva è chiamata ad assumere una nuova responsabilità: non solo regolare il lavoro, ma contribuire attivamente al miglioramento della qualità della vita delle persone.
L’evoluzione promossa da FISAPI si inserisce proprio in questa direzione, anche attraverso strumenti innovativi e il rafforzamento della bilateralità, che consente di tradurre i principi in misure concrete. Tra queste, l’introduzione di istituti orientati alla conciliazione tra vita e lavoro, come il diritto alla pausa benessere e alimentazione, rappresenta un esempio significativo di come la contrattazione possa incidere positivamente sul benessere dei lavoratori, configurandosi anche come espressione della responsabilità sociale d’impresa.
Il futuro della contrattazione collettiva si gioca dunque sulla capacità di coniugare produttività e benessere, efficienza e qualità della vita, sviluppo economico e centralità della persona.
In conclusione, l’avv. Bifano sostiene come la contrattazione collettiva sia chiamata a porre al centro la persona, riconoscendo che il valore del lavoro non si esaurisce nella dimensione economica, ma si misura anche nella qualità della vita che è in grado di generare.





