Riforma dei Fondi Sanitari Integrativi: equilibrio normativo e tutela del Welfare – L’Avv. Bifano: “Tutela rafforzata per il Welfare Integrativo”

Ufficio Stampa

Le recenti modifiche introdotte nell’ambito del decreto connesso al PNRR segnano un passaggio significativo nella disciplina dei fondi sanitari integrativi, intervenendo su un impianto normativo che, nella sua formulazione originaria, aveva suscitato diffuse perplessità tra gli operatori del settore.

Al centro del dibattito si è collocato l’articolo 29, inizialmente oggetto di rilievi critici per il possibile impatto sull’assetto e sulla sostenibilità del sistema di Assistenza Sanitaria Integrativa. La riformulazione approvata rappresenta il risultato di un approfondito confronto parlamentare, che ha condotto a una revisione più equilibrata e coerente con le peculiarità del comparto.

In particolare, le preoccupazioni riguardavano l’introduzione di meccanismi di controllo ritenuti potenzialmente ridondanti, con il rischio di determinare aggravi organizzativi ed economici per i fondi. Tali elementi avrebbero potuto incidere negativamente sulla capacità degli stessi di erogare prestazioni, compromettendo il valore del welfare integrativo per i beneficiari.

La nuova versione della disposizione normativa appare invece orientata a garantire un bilanciamento tra esigenze di trasparenza e necessità di preservare l’autonomia e l’efficienza dei modelli mutualistici. Ne emerge un quadro regolatorio più razionale, in grado di evitare sovrapposizioni e di assicurare una vigilanza proporzionata, senza pregiudicare la funzionalità del sistema.

In questo contesto, si inserisce il commento dell’Avv. Carmelo Bifano, Presidente nazionale FISAPI – Confederazione Generale Professioni Intellettuali, che ha sottolineato:

«La revisione dell’articolo 29 rappresenta un passaggio fondamentale per la salvaguardia del Welfare Integrativo. Il lavoro svolto in sede parlamentare ha consentito di correggere criticità rilevanti, restituendo coerenza a un impianto normativo che deve necessariamente coniugare esigenze di controllo con la tutela dell’autonomia dei fondi. È essenziale che gli interventi regolatori siano improntati a criteri di proporzionalità e funzionalità, evitando appesantimenti che rischierebbero di penalizzare i destinatari finali delle prestazioni».

Nel complesso, l’intervento normativo, così come riformulato, contribuisce a rafforzare la stabilità del sistema, riconoscendo il ruolo strategico dei fondi sanitari integrativi all’interno del più ampio quadro del welfare.

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