Ufficio Stampa
La formazione dei lavoratori in materia di sicurezza sul lavoro arruola traduttori e mediatori interculturali. Quando il corso è destinato a lavoratori immigrati, infatti, il datore di lavoro è tenuto a verificare che venga compresa la lingua utilizzata e che la formazione sia erogata garantendo la piena comprensione dei contenuti
La formazione e la riforma: cosa si è deciso
L’Accordo ha riunificato i previgenti accordi emanati dal 2011 al 2016, con importanti novità per aziende e professionisti specie per quanto attiene all’obbligo della formazione dei datori di lavoro, dei preposti e addetti ad ambienti confinati o sospetti.
Le date dell’entrata in vigore ed il suo rispettivo termine
La Faq n. 11 precisa che l’Accordo è in vigore dalla data di pubblicazione online, sul sito del ministero del lavoro, quindi dal 19 maggio 2025 e non dal giorno di pubblicazione nella GU come previsto dallo stesso accordo.
Sempre riguardo all’entrata in vigore, la Faq 11 precisa che nell’anno transitorio di attuazione non c’è più possibilità di erogare la formazione entro 60 giorni dall’assunzione.
Quali sono le disposizioni:
- della costituzione del rapporto di lavoro o dell’inizio dell’utilizzazione (somministrazione di lavoro);
- del trasferimento o cambiamento di mansioni;
- dell’introduzione di nuove attrezzature di lavoro o di nuove tecnologie, di nuove sostanze e miscele pericolose.
In cosa consiste la formazione agli stranieri
Dalla verifica della comprensione alla conoscenza della lingua veicolare; Ai sensi del nuovo accordo, infatti, nei confronti dei lavoratori stranieri, i corsi di formazione vanno realizzati previa verifica della comprensione e della conoscenza della lingua utilizzata «con modalità che assicurino la comprensione dei contenuti del corso di formazione, quali, ad esempio, la presenza di un mediatore interculturale o di un traduttore».





