Ufficio Stampa
La rottamazione quinquies, introdotta con la legge di bilancio 2025, cambia in modo significativo rispetto alle precedenti versioni. Da un lato aumenta la flessibilità nei pagamenti, dall’altro restringe fortemente chi può beneficiarne.
Chi può accedere
La misura è riservata ai debiti affidati alla riscossione tra il 2000 e il 2023, ma solo se derivano da:
- omessi versamenti dichiarati dal contribuente;
- controlli automatici o formali (artt. 36-bis e 36-ter).
Restano esclusi gli accertamenti per evasione: in pratica, è premiato chi ha dichiarato il debito ma non è riuscito a pagare.
Domanda e rate
La richiesta va presentata entro il 30 aprile 2026. Il contribuente può scegliere:
- quali debiti includere;
- il numero di rate (minimo 100 euro ciascuna);
- anche più domande separate.
Entro il 30 giugno 2026 sarà comunicato l’importo dovuto.
Maggiore flessibilità
La principale novità riguarda la decadenza:
- si perde il beneficio solo con il mancato pagamento di due rate, anche non consecutive;
- è possibile recuperare una rata saltata, purché non se ne salti un’altra.
Non sono però ammessi ritardi nei pagamenti: le scadenze vanno rispettate.
Effetti e vantaggi
Aderendo alla rottamazione:
- si risparmiano sanzioni e interessi;
- si sospendono termini di prescrizione e azioni esecutive;
- non si è considerati inadempienti (utile anche per il DURC).
Altri aspetti importanti
- Non sono previsti rimborsi per chi ha già pagato più del dovuto.
- È obbligatoria la rinuncia ai contenziosi in corso.
- Possono aderire anche i decaduti da vecchie rottamazioni (entro il 30 settembre 2025), se i debiti rientrano nei nuovi criteri.
Casi particolari
- Multe stradali: si abbattono solo interessi e aggio.
- Enti locali: possono attivare proprie definizioni agevolate.





