Il dibattito parlamentare in corso sulla riforma degli ordinamenti professionali e, in particolare, sull’assetto della consulenza legale, sta sollevando interrogativi sempre più rilevanti per l’equilibrio dell’intero sistema delle professioni in Italia.
Negli ultimi giorni il confronto tra diversi ordini professionali si è fatto più acceso, soprattutto dopo il ritiro di alcuni emendamenti al disegno di legge sull’ordinamento forense, che avrebbero chiarito i confini delle attività di consulenza legale tra le diverse categorie professionali.
Il rischio, secondo molti rappresentanti del mondo professionale, è che un percorso legislativo troppo rapido e privo di un confronto adeguato possa produrre effetti non pienamente valutati, con possibili ricadute sull’organizzazione delle professioni e sull’accesso dei cittadini ai servizi di consulenza.
In questo contesto interviene anche il Presidente Nazionale della Fisapi – Confederazione Generale Professioni Intellettuali – Avv. Carmelo Bifano, che invita a riportare il confronto su un piano costruttivo e istituzionale.
«La riforma delle professioni rappresenta un passaggio delicato per l’equilibrio del sistema ordinistico italiano. È fondamentale che il Parlamento possa lavorare sui testi con il tempo necessario, attraverso un confronto aperto e partecipato tra tutte le categorie professionali», afferma Bifano.
Secondo il presidente FISAPI, la questione emersa in queste settimane sulla consulenza legale dimostra quanto sia importante affrontare il tema delle competenze professionali con equilibrio e con una visione complessiva.
«Quando si interviene su ambiti così sensibili – prosegue Bifano – occorre evitare che il processo di riforma generi contrapposizioni tra professioni che, al contrario, rappresentano tutte una risorsa per il Paese. L’obiettivo deve essere quello di costruire un quadro normativo chiaro e coerente, che valorizzi le specificità di ciascuna categoria senza creare sovrapposizioni o esclusioni».
La riforma degli ordinamenti professionali, infatti, non riguarda soltanto l’organizzazione delle singole professioni, ma incide più in generale sul funzionamento del mercato dei servizi professionali e sul rapporto tra professionisti, imprese e cittadini.
Per questo motivo, secondo FISAPI, il percorso parlamentare dovrebbe essere accompagnato da un dialogo strutturato con le rappresentanze delle diverse professioni, così da garantire una riforma realmente equilibrata e in grado di rafforzare l’intero sistema professionale italiano.
«Le professioni intellettuali – conclude Bifano – svolgono un ruolo essenziale nel tessuto economico e sociale del Paese. Una riforma efficace deve nascere dal contributo di tutte le componenti del sistema professionale, con l’obiettivo di tutelare sia la qualità delle prestazioni sia l’interesse generale dei cittadini».





