Nuove regole per il forfettario 2026

Il 2026 trova conferma il limite incrementato da 30 mila a 35 mila euro di redditi di lavoro dipendente e assimilato che consentono l’utilizzo del regime agevolato e contestualmente sarà la prima annualità in cui gli autonomi «sentiranno» il risparmio fiscale generato della detassazione delle spese analiticamente rimborsate (in vigore dal periodo d’imposta 2025).

Cosa cambia per assenza delle certificazioni uniche

L’assenza delle certificazioni uniche (abrogate dal 2024) e che consentivano facilmente di individuare i compensi dell’autonomo a forfait da dichiarare e proprio la gestione in fase di calcolo delle imposte (e nelle fatture) delle spese rimborsate non da tassare, complicano la gestione fiscale del forfettario avvicinandola in alcuni casi a quella delle partite Iva ordinarie.

La conferma del tetto a 35 mila
Va ricordato ai sensi dell’articolo 1 comma 57 della legge 190/2014, tra le condizioni di accesso e permanenza nel forfettario è prevista, alla lettera d-ter), l’assenza nell’anno precedente a quello di applicazione del regime, di redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, di cui rispettivamente agli articoli 49 e 50 del testo unico delle imposte sui redditi (il decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917), eccedenti l’importo di 30.000 euro.

Quali sono gli effetti dell’incremento?
Sebbene l’incremento di tale soglia, pari a 5.000 euro, non sia un importo elevatissimo, avrà comunque l’effetto di consentire l’utilizzo del regime agevolato a tutti quei dipendenti e pensionati che avevano precedentemente la preclusione perché percettori di redditi a cavallo dei 30 mila euro.

I rimborsi analitici detassati
In conseguenza delle modifiche apportate all’articolo 54 del dpr 917/1986 (Tuir) che disciplina le regole generali di determinazione del reddito di lavoro autonomo, dall’articolo 5 del decreto legislativo 192/2024 (il decreto Irpef-Ires), non concorrono più a formare il reddito le somme percepite a titolo di rimborso delle spese sostenute dall’esercente arte o professione per l’esecuzione di un incarico e addebitate analiticamente in capo al committente.

Quali sono le differenze rispetto al passato del nuovo principio per i forfettari?

Questo nuovo principio per i forfettari, ancora in attesa di conferma da parte del legislatore o dell’amministrazione finanziaria, fa una enorme differenza poiché, rispetto al passato, non saranno più costretti a «dichiarare» come compensi i rimborsi analiticamente rimborsati, pagandoci imposte e contributi, e non subiranno più la penalizzazione fiscale generata dall’impossibilità di dedurre i correlati costi.

Qual è l’impatto fiscale
L’effetto fiscale di questo beneficio, potenzialmente applicabile per la prima volta per il periodo d’imposta 2025, si sentirà finanziariamente nel 2026 quando si presenterà la dichiarazione per l’anno precedente, con l’effetto di avere meno imposte sui redditi ed anche meno contributi previdenziali da versare rispetto a quanto si sarebbe determinato senza tale novazione.

Gestione annuale e dichiarazione: quali complicazioni?

Durante l’anno infatti le fatture elettroniche emesse e relative ai rimborsi si sono leggermente complicate dovendosi esporre con separata indicazione le spese di trasferta da rimborsare tra quelle «a forfait» (es. un totale a giornata) e quelle «analiticamente» individuate (esempio treni, taxi, aerei, hotel).

Cosa c’è da sapere ai fini della redazione della dichiarazione dei redditi annuale

Ai fini della redazione della dichiarazione dei redditi annuale, la certificazione unica costituiva un documento di fondamentale importanza, un riferimento, per l’individuazione dei compensi percepiti dai forfettari autonomi.

La dichiarazione dei redditi per i soggetti «a forfait» autonomi, per quanto riguardava i compensi da tassare, si limitava ad una verifica dei dati presenti nelle CU trasmesse dai sostituti d’imposta, con gli incassi da essi percepiti nell’anno e l’eventuale aggiunga di introiti non da CU (ad esempio i compensi da privati).

 

Cosa avviene in caso di assenza del documento

In assenza di tale documento, l’individuazione dei compensi avviene senza l’ausilio di informazioni esterne controllando l’effettivo incasso dell’anno analizzando gli introiti fattura per fattura e ciò complica e allunga i tempi delle redazioni di dichiarazioni rispetto al passato.

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