Dal 15 giugno 2026 è possibile presentare all’INPS la domanda per accedere all’ISCRO, l’Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa destinata ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata.
Si tratta di una misura pensata per offrire un sostegno economico a chi, pur continuando a svolgere la propria attività professionale, ha registrato una significativa riduzione del reddito. La finestra per l’invio delle richieste resterà aperta fino al 31 ottobre 2026.
Per accedere alla prestazione è necessario che il reddito da lavoro autonomo prodotto nel 2025 risulti inferiore al 70% della media dei redditi conseguiti nei due anni precedenti, quindi nel biennio 2023-2024. Inoltre, il reddito dell’anno precedente alla domanda non deve superare il limite previsto per il 2026, pari a 12.649,18 euro.
Oltre al requisito reddituale, il richiedente deve essere titolare di partita IVA attiva da almeno tre anni, essere in regola con la contribuzione previdenziale obbligatoria e non percepire trattamenti pensionistici diretti. La prestazione non è inoltre compatibile con l’Assegno di inclusione, mentre resta compatibile con l’assegno ordinario di invalidità.
Un chiarimento importante riguarda l’iscrizione alla Gestione Separata. L’INPS ha precisato che la mancata formalizzazione dell’iscrizione non impedisce automaticamente l’accesso alla misura, purché i contributi siano stati correttamente versati. Resta comunque necessario regolarizzare la propria posizione.
L’ISCRO viene riconosciuta per sei mensilità. L’importo varia in base ai redditi dichiarati negli anni precedenti e, per il 2026, è compreso tra un minimo di 255,53 euro e un massimo di 817,69 euro mensili.
La domanda può essere presentata direttamente dal professionista attraverso il portale INPS, accedendo con le proprie credenziali digitali, oppure tramite il servizio di contact center.
È importante ricordare che l’indennità può essere riconosciuta una sola volta nel triennio. Per questo motivo, non possono presentare una nuova domanda per il 2026 coloro che hanno già beneficiato della prestazione nel 2024 o nel 2025, anche in caso di fruizione parziale. Diverso è il caso delle domande precedentemente respinte o delle prestazioni revocate sin dall’origine, situazioni che non precludono una nuova richiesta.
L’ISCRO si conferma quindi uno strumento di tutela per i professionisti e gli autonomi che attraversano una fase di difficoltà reddituale, offrendo un supporto temporaneo alla continuità dell’attività lavorativa.





