Fondi interprofessionali 2026: aggiornate le regole su formazione finanziata, controlli e utilizzo delle risorse

Il Ministero del Lavoro ha introdotto un nuovo intervento di aggiornamento sulle Linee Guida relative ai Fondi paritetici interprofessionali. Con il Decreto direttoriale n. 227 dell’11 maggio 2026 viene infatti sostituito il precedente testo emanato a inizio anno (Decreto n. 8/2026), ridefinendo in modo più organico il funzionamento del sistema della formazione continua finanziata.
Le modifiche toccano numerosi aspetti operativi: dalla gestione delle risorse alla governance dei Fondi, fino ai criteri di controllo, rendicontazione e qualità dei percorsi formativi. Le nuove disposizioni hanno un impatto diretto su imprese aderenti, enti formativi e organismi di gestione.
Il ruolo dei Fondi interprofessionali e le nuove regole generali
I Fondi interprofessionali, disciplinati dall’articolo 118 della Legge 388/2000, rappresentano lo strumento attraverso cui le imprese finanziano la formazione dei lavoratori tramite il contributo obbligatorio dello 0,30% versato all’INPS.
Il nuovo impianto normativo interviene in modo trasversale su statuti, regolamenti, autorizzazioni, contabilità e modalità di utilizzo delle risorse, con l’obiettivo di garantire maggiore uniformità e trasparenza nella gestione dei finanziamenti destinati alla formazione continua.
Adesione, comunicazioni e passaggi tra Fondi
L’adesione delle imprese continua a passare attraverso la denuncia contributiva INPS (UNIEMENS), con possibilità di integrazione tramite comunicazione via PEC nei casi previsti.
Resta confermata anche la possibilità di trasferimento da un Fondo a un altro, secondo regole stringenti: tempi di blocco dopo la mobilità, percentuali minime di trasferimento delle risorse accumulate e soglie economiche di accesso. Sono previste limitazioni specifiche per le micro e piccole imprese, oltre a un termine massimo entro cui formalizzare la richiesta.
Gestione delle risorse e limiti di utilizzo
Il decreto distingue in modo più netto tra spese di funzionamento e risorse destinate ai piani formativi.
Le spese organizzative restano vincolate a un tetto massimo percentuale, mentre la quota residua deve essere impiegata per finanziare attività formative, progettazione, docenza, tutoraggio, valutazione e strumenti digitali per la formazione a distanza.
È inoltre previsto un meccanismo di accantonamento obbligatorio per la stabilità finanziaria dei Fondi, con obiettivi progressivi di adeguamento nel medio periodo.
Conto individuale e Conto collettivo
Il sistema di finanziamento resta articolato su due canali principali:
• il Conto individuale, che consente alle imprese di utilizzare direttamente una quota delle proprie risorse accantonate;
• il Conto collettivo, destinato invece a interventi condivisi e avvisi pubblici a livello territoriale o settoriale.
Le Linee Guida stabiliscono percentuali minime e massime di allocazione, oltre a tempi precisi per l’utilizzo delle risorse e obblighi di programmazione triennale per garantire efficienza nell’impiego dei fondi disponibili.
Piani formativi e ruolo delle parti sociali
La realizzazione dei piani formativi continua a essere subordinata al coinvolgimento delle rappresentanze sindacali e datoriali.
La condivisione deve essere coerente con il livello del progetto formativo e basata su un’analisi dei fabbisogni professionali. Il decreto rafforza inoltre il collegamento tra formazione finanziata e sistema di certificazione delle competenze, prevedendo il rilascio di attestazioni al termine dei percorsi.
Formazione a distanza, tracciabilità e controlli
Particolare attenzione viene dedicata alla formazione a distanza, che deve garantire standard tecnologici e organizzativi più rigorosi.
Le piattaforme utilizzate devono assicurare autenticazione degli utenti, registrazione delle presenze, tracciabilità delle attività e rispetto della normativa sulla privacy. Viene inoltre rafforzato l’obbligo di utilizzo di registri elettronici, sia per la formazione in presenza che per quella online.
La documentazione dei percorsi diventa un elemento centrale per la verifica della qualità e della correttezza amministrativa dei progetti finanziati.
Rendicontazione e sistemi di controllo
La rendicontazione dei piani può essere effettuata tramite costi standard o costi reali, con la possibilità di applicare una quota forfettaria per le spese indirette entro limiti definiti.
Il sistema dei controlli viene rafforzato con verifiche in itinere ed ex post, sia da remoto sia presso le sedi di svolgimento delle attività formative. I Fondi sono inoltre tenuti ad adottare procedure interne dettagliate per garantire correttezza e trasparenza.
Adeguamenti statutari e obblighi di trasparenza
Tutti i Fondi già autorizzati dovranno aggiornare statuti e regolamenti entro una scadenza definita, trasmettendoli al Ministero per l’approvazione.
Una volta approvati, i documenti dovranno essere pubblicati sui siti istituzionali dei Fondi. È inoltre obbligatoria la pubblicazione dei bilanci annuali, con evidenza distinta tra spese di gestione e risorse destinate alla formazione.
Vigilanza, monitoraggio e possibili sanzioni
Il sistema di controllo ministeriale viene rafforzato attraverso strumenti digitali e interoperabilità dei dati, con flussi informativi periodici verso il Ministero.
In caso di mancato rispetto degli obblighi informativi o delle regole di gestione, sono previste misure progressive che possono arrivare fino al commissariamento o alla revoca dell’autorizzazione.
Le verifiche riguardano sia la gestione amministrativa sia l’effettiva realizzazione e qualità delle attività formative finanziate.
Il ruolo nella formazione continua e nelle politiche attive
Nel nuovo quadro regolatorio, i Fondi interprofessionali assumono un ruolo sempre più integrato con le politiche attive del lavoro.
Le attività finanziate si collegano non solo alla formazione aziendale, ma anche a percorsi di riqualificazione, ricollocazione, transizioni professionali e aggiornamento delle competenze in risposta ai cambiamenti tecnologici e produttivi.

Iscriviti alla nostra Newsletter
e resta aggiornato.

F.I.S.A.P.I. – Confederazione Generale
Professioni Intellettuali

CONTATTI