Ufficio Stampa
Passando ai numeri, si rileva un recupero sia nel numero di emissioni (214, di cui 146 dalle sole Pmi, per un valore di 1 miliardo di euro); sia nel controvalore raccolto (2 miliardi di euro), arrivando al totale di 14,60 miliardi di euro dal 2013.È un ottimo risultato per le Piccole e medie imprese.
Si tratta di titoli di debito emessi dalle imprese sul mercato mobiliare e sottoscritti soprattutto da investitori professionali e qualificati, che offrono una remunerazione che si traduce in liquidità per le casse aziendali e che rappresentano una forma di finanziamento alternativa e complementare al credito bancario.
L’ulteriore possibilità del Supporto del Fondo di Garanzia dello Stato
Ulteriore spinta potrà arrivare dalla possibilità di richiedere il supporto del Fondo di Garanzia dello Stato anche per i titoli collocati attraverso le piattaforme di crowdfunding. Ciò deriva dal decreto interministeriale che disciplina la possibilità per le piattaforme autorizzate di chiedere la garanzia statale fino all’80% sull’importo investito a vantaggio dei propri investitori. Da ricordare, infatti, che i minibond possono essere collocati attraverso il crowdfunding anche a investitori retail solo se emessi da spa, mentre per le srl i sottoscrittori possono essere solo soggetti professionali.
Alcuni dati del 2025
Secondo recenti dati del bollettino economico di Banca d’Italia, c’è stato un lieve miglioramento nelle condizioni di accesso al credito da parte delle società non finanziarie. Il tasso di interesse medio sui nuovi prestiti è sceso dal 4,40% al 3,52%.
La raccolta sul mercato mobiliare attraverso le obbligazioni è rimasta sostenuta e in termini lordi ha toccato il massimo degli ultimi 10 anni (76,76 miliardi di euro). Al netto dei rimborsi, il flusso della raccolta è stato interessante (13,45 miliardi) ma è rimasta inferiore rispetto al potenziale del mercato.
C’è quindi un divario consistente per le imprese, soprattutto le Pmi, che intendono diversificare le fonti di finanziamento attraverso il debito sul mercato mobiliare.
“L’impresa” delle piccole e medie imprese
Le piccole e medie imprese sono riuscite nel sorpasso delle grandi, che nel 2024 avevano invece fatto la parte del leone. Da record anche l’incremento del controvalore, che nel secondo semestre dello scorso anno ha toccato i 9,58 milioni di euro di media.
Dal punto di vista delle imprese emittenti, quelle che nel 2025 hanno collocato minibond sono state 196 (+13% in confronto alle 174 del 2024). Tra queste, 132, pari al 67%, sono Pmi. Le nuove emittenti sono state 131, contro le 123 dell’anno precedente (+8).
I numeri dei ricavi
Mentre per quanto riguarda il volume d’affari, sono aumentate le aziende con ricavi fino a 10 milioni di euro e sono calate quelle tra i 25 e i 100 milioni.
Guardando alla tipologia di attività, è stato registrato un aumento delle società attive nel manifatturiero (passate da 44 a 54) e delle holding finanziarie (da 23 a 32). Tra i settori più rappresentati seguono le costruzioni (19), il commercio (17) e i servizi informatici (12).
La classifica per Regioni
La localizzazione geografica ha visto di nuovo in testa la Lombardia (84 emittenti rispetto alle 67 del 2024) che da sola rappresenta il 43% del campione. A seguire il Veneto (21 emittenti, una in più dell’anno precedente) e il Lazio (17 emittenti, 5 in meno rispetto al 2024). Nel complesso tre emittenti su quattro (74,5%) sono al Nord. Invece il Centro copre il 15,3% del campione, il Sud il 7,7% e le Isole si attestano al 2,5%.





