Nuove risorse per i fondi interprofessionali per la formazione

Ufficio stampa

Con decreto n. 8/2026, pubblicato sul sito internet e in vigore dal 9 gennaio, il ministero del lavoro ha adottato nuove «Linee guida in materia di attivazione, funzionamento e vigilanza dei fondi paritetici interprofessionali per la formazione continua» che sostituiscono le Linee guida dell’Anpal (pubblicate con la circolare n. 1/2018).

L’istituzione dei fondi interprofessionali risale alla legge n. 388/2000 (ha da poco spento le 25 candeline), che costituisce tuttora la normativa di riferimento sulla formazione professionale e continua dei lavoratori, concepita in duplice prospettiva

I fondi interprofessionali:; cosa c’é da sapere

A tali finalità concorrono i fondi interprofessionali, chiamati a finanziare gli interventi dedicati alla formazione continua delle imprese che liberamente vi aderiscono, con il versamento di un contributo obbligatorio dello 0,30% della retribuzione di ciascun lavoratore riscosso dall’Inps.

Le verifiche annuali al fine di raccogliere i dati relativi alla conformità operativa

Le nuove Linee guida prevedono una verifica periodica dei fondi ai fini del mantenimento dell’autorizzazione a operare. Con cadenza annuale, infatti, in coincidenza con le rilevazioni di monitoraggio dell’Inapp, il ministero del lavoro, per ciascun fondo, raccoglie i dati relativi alla conformità operativa agli standard di funzionamento (definiti nell’Allegato 1 al decreto). In caso di esito positivo, l’autorizzazione del fondo s’intende confermata con silenzio assenso da parte del ministero.

Avvio della procedura di liquidazione del fondo in diversi casi:

Accertamento di non conformità non sanabili;

Mancato ripristino di conformità;

Quarto accertamento di non conformità sanabile negli ultimi 10 anni.

L’avvio delle verifiche periodiche è fissato al 1° gennaio 2029.

Il regolamento e il bilancio: cosa cambiA

Le Linee guida ribadiscono che i fondi sono i responsabili della gestione delle risorse, secondo regole e modalità che ogni fondo auto-disciplina con l’adozione di un regolamento, in coerenza e conformità anche alle nuove Linee guida. Inoltre, entro 180 giorni dal 9 gennaio (quindi non oltre l’8 lugli prossimo), ciascun fondo deve inviare al ministero il proprio regolamento per la sua approvazione con decreto nei successivi 120 giorni.

Adesione e linee guida

Le Linee guida ribadiscono che le imprese aderiscono volontariamente al fondo tramite la denuncia contributiva all’Inps (flusso UniEmens). Il termine per esprimere adesione ovvero revoca a un fondo è unico: il 31 ottobre di ogni anno, per avere effetto dal 1° gennaio dell’anno successivo. A tal fine, il legale rappresentante dell’impresa, a conferma della volontà di aderire al fondo, deve inviare una comunicazione via Pec al fondo di notifica dell’adesione, allegando copia della denuncia contributiva e di un documento d’identità. I datori di lavoro aderenti a un fondo possono modificare la scelta e richiedere il trasferimento delle risorse a un altro fondo. In tal caso, il fondo di provenienza è tenuto a trasferire al nuovo fondo di adesione il 70% del totale delle quote di adesione versate dal datore di lavoro nel triennio precedente, al netto dell’ammontare eventualmente già utilizzato.

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