Urso: per le agevolazioni alle imprese ci saranno 13 miliardi di euro

Ufficio stampa

Per il sostegno agli investimenti delle imprese lo Stato metterà in campo oltre 13 miliardi di euro, destinati a strumenti come iperammortamento, contratti di sviluppo e Nuova Sabatini. È questo il quadro delineato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che ha fatto il punto sulle politiche industriali, sugli incentivi e sul dossier automotive, anche alla luce delle recenti evoluzioni europee.

Il Piano Transizione 5.0 sarà semplificato e reso accessibile a tutte le imprese, comprese quelle energivore, con una dotazione che supera gli 8 miliardi di euro e un orizzonte temporale pluriennale, così da consentire una migliore programmazione degli investimenti in digitalizzazione e sostenibilità. Per contenere l’impatto sui conti pubblici, il Governo ha scelto di affiancare al Piano il meccanismo dell’iperammortamento, strumento già collaudato e apprezzato dalle imprese. Resta inoltre l’impegno a garantire il beneficio a tutte le aziende che matureranno il diritto agli incentivi, anche per le misure precedenti in vigore fino al 2025.

Sul fronte del credito, è in corso una revisione del Fondo di garanzia per le PMI, con l’obiettivo di favorire soluzioni transattive e l’adesione alle procedure negoziate per la gestione della crisi d’impresa, pur mantenendo il necessario ruolo delle banche nella valutazione del merito creditizio.

Ampio spazio è stato dedicato anche al settore automotive, dove si registra un cambio di passo a livello europeo. La revisione degli obiettivi ambientali, l’apertura alla neutralità tecnologica, ai biocarburanti, all’idrogeno e alle soluzioni ibride rappresentano un’opportunità per la filiera industriale italiana ed europea. In questo contesto, il nuovo piano Ue sull’auto può favorire sia la siderurgia nazionale, Ilva compresa, sia la riconversione delle raffinerie verso la produzione di biocarburanti, con effetti positivi su occupazione e autonomia strategica.

Il principio del Made in Europe e lo sviluppo di una “e-car” a forte contenuto europeo vengono indicati come leve per rafforzare la competitività rispetto a Cina e Stati Uniti, insieme a un percorso di semplificazione normativa e riduzione degli oneri amministrativi, tema centrale anche nel dibattito sul pacchetto Automotive Omnibus.

Infine, sul piano commerciale, resta aperto il dossier dell’accordo di libero scambio tra Unione europea e Mercosur. L’Italia non ha ancora firmato, in attesa del completamento delle garanzie a tutela dell’agricoltura nazionale e dei consumatori, nella convinzione che l’intesa possa diventare una grande opportunità solo se accompagnata da adeguate misure di salvaguardia.

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