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Il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ha pubblicato le nuove Norme di comportamento degli organi di controllo degli enti del Terzo settore, a cinque anni dalla prima versione del dicembre 2020. Il documento è ora in consultazione pubblica fino al 28 gennaio, con l’obiettivo di raccogliere osservazioni e contributi in una fase ormai avanzata di attuazione della Riforma del Terzo settore.
Le Norme si ispirano, per struttura e impostazione, a quelle previste per il collegio sindacale delle società non quotate, in coerenza con l’articolo 30 del Codice del Terzo settore, che richiama i compiti di vigilanza dell’articolo 2403 del Codice civile. Tuttavia, il ruolo dell’organo di controllo negli ETS risulta più ampio, poiché la normativa richiede verifiche aggiuntive legate alle peculiarità del non profit.
Accanto ai controlli di tipo più “societario”, come quelli sulle assemblee totalitarie o sul whistleblowing, l’organo di controllo è chiamato a vigilare sul corretto adempimento degli obblighi specifici del Terzo settore e, soprattutto, sulla coerenza dell’attività svolta con le finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale dichiarate dall’ente. Proprio questa dimensione sostanziale distingue il controllo negli ETS da quello tradizionale.
Le nuove Norme tengono conto delle specificità del Terzo settore, introducendo indicazioni dedicate alle Associazioni di promozione sociale e alle Organizzazioni di volontariato, e riservando particolare attenzione agli enti di minori dimensioni, nel rispetto del principio di proporzionalità dei controlli.
Come sottolineato dal presidente del Consiglio nazionale, Elbano de Nuccio, l’avvicinarsi dell’entrata in vigore del nuovo regime fiscale del Terzo settore dal 1° gennaio 2026 conferma come il commercialista operante in questo ambito sia ormai uno specialista a tutti gli effetti, chiamato a svolgere un ruolo sempre più centrale nella governance e nella trasparenza degli enti non profit.





