Sicurezza sul lavoro, spazio ai break formativi: la prevenzione entra nei reparti aziendali

Sessioni di 15–30 minuti presso le postazioni di lavoro: l’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 riconosce una modalità formativa che avvicina l’apprendimento ai rischi delle attività quotidiane.

Rendere la formazione più concreta, collegandola alle situazioni che i lavoratori affrontano ogni giorno. È questa la funzione dei break formativi, espressamente previsti dall’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 nell’ambito della formazione in presenza.

Si tratta di brevi interventi svolti direttamente nei reparti aziendali e presso le postazioni di lavoro, rivolti a piccoli gruppi. La durata prevista è di 15–30 minuti, con un docente in possesso dei requisiti richiesti dalla normativa, affiancato dal preposto. Al centro ci sono aspetti specifici dell’attività lavorativa: rischi della mansione, caratteristiche dell’ambiente, attrezzature, sostanze utilizzate e tecniche di prevenzione.

Il valore di questa modalità risiede nella possibilità di osservare e discutere le condizioni effettive in cui si opera. Una procedura può essere spiegata vicino alla postazione interessata; una criticità può diventare occasione di confronto; un dubbio operativo può essere affrontato nel contesto in cui nasce.

Per esempio, un intervento potrebbe concentrarsi sui percorsi pedonali in un magazzino, sui rischi di una determinata lavorazione o sulla corretta applicazione di una procedura aziendale. La scelta degli argomenti dovrebbe partire dalle esigenze concrete dei lavoratori, con obiettivi chiari e contenuti circoscritti.

La brevità richiede comunque una formazione strutturata. L’Accordo riconosce i break formativi ai fini della formazione specifica e dell’aggiornamento dei lavoratori e richiama anche per questa modalità le indicazioni metodologiche sulla microprogettazione. Occorre quindi inserirli in un percorso coerente con i rischi e con gli obiettivi formativi.

Per le imprese e per chi organizza la formazione, si apre così un’opportunità: dare continuità all’apprendimento attraverso momenti mirati, capaci di coinvolgere direttamente chi svolge le attività.

La qualità della prevenzione passa anche da qui: dedicare tempo all’ascolto, rendere comprensibili le procedure e aiutare i lavoratori a riconoscere i pericoli nelle azioni di ogni giorno.

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