Legge di Bilancio 2027, forfettari verso il tetto di 100 mila euro: cosa potrebbe cambiare

L’aumento previsto dalla manovra potrebbe consentire di mantenere la tassazione agevolata anche a chi nel 2026 supera gli 85 mila euro. La misura dovrà essere confermata dal Parlamento.

Una soglia più alta per l’accesso e la permanenza nel regime forfettario: è una delle novità previste dal disegno di legge di Bilancio 2027. Il limite di ricavi e compensi passerebbe dagli attuali 85 mila a 100 mila euro ai fini delle imposte sui redditi, ampliando la platea delle partite IVA che possono beneficiare della tassazione agevolata.

La modifica potrebbe avere conseguenze anche per chi, nel corso del 2026, oltrepassa il limite attualmente previsto senza superare i 100 mila euro. Per comprendere l’effetto della proposta occorre infatti considerare che l’accesso al regime viene verificato sulla base dei ricavi o compensi dell’anno precedente.

Perché contano gli incassi del 2026

Se il nuovo tetto entrerà in vigore dal 1° gennaio 2027 mantenendo questo meccanismo, la soglia di 100 mila euro dovrà essere confrontata con i ricavi e compensi del 2026.

Un contribuente che quest’anno incassa, ad esempio, 90 mila euro potrebbe quindi continuare ad applicare il regime agevolato ai fini delle imposte sui redditi anche nel 2027, purché rispetti tutte le altre condizioni richieste. Con le disposizioni attuali, invece, il superamento degli 85 mila euro comporterebbe l’uscita dall’anno successivo.

L’espressione “effetto retroattivo” va dunque letta con precisione: la novità riguarderebbe l’applicazione del regime nel 2027, prendendo come riferimento gli incassi realizzati nel 2026.

Le regole attuali sull’uscita

La disciplina vigente distingue due situazioni. Chi supera gli 85 mila euro, restando entro i 100 mila, conserva il forfettario per l’anno in corso e ne esce da quello successivo. Quando, invece, gli incassi oltrepassano i 100 mila euro, l’uscita avviene nello stesso anno, con applicazione dell’IVA dall’operazione che determina il superamento.

Il possibile aumento della soglia dal 2027 non deve quindi essere interpretato come una cancellazione automatica degli effetti di uno sforamento già avvenuto nel 2026.

Attenzione alla distinzione tra imposte sui redditi e IVA

Un aspetto centrale riguarda il trattamento IVA. L’innalzamento annunciato interessa la soglia per la tassazione agevolata dei redditi e non comporta automaticamente l’estensione dell’esenzione IVA fino a 100 mila euro. Le due discipline potrebbero quindi seguire limiti differenti.

Per professionisti e piccoli imprenditori sarà decisivo il testo definitivo della legge, che dovrà chiarire decorrenza, condizioni e adempimenti. Fino all’approvazione parlamentare, il tetto di 100 mila euro resta una misura prevista dalla manovra, sulla quale impostare valutazioni preliminari senza considerarla già operativa

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