Ordini professionali, il Senato approva la riforma per quindici categorie

Il Senato ha approvato in prima lettura il disegno di legge delega n. 1663, che affida al Governo la revisione degli ordinamenti di quindici professioni. Il provvedimento passa ora alla Camera e, dopo l’entrata in vigore, il Governo avrà ventiquattro mesi per adottare i decreti legislativi.

La riforma interessa 699.177 iscritti agli Albi e riguarda consulenti del lavoro, assistenti sociali, agrotecnici, architetti, attuari, spedizionieri doganali, consulenti in proprietà industriale, giornalisti, dottori agronomi e forestali, geologi, geometri, ingegneri, periti agrari, periti industriali e tecnologi alimentari.

Restano esclusi gli avvocati, i dottori commercialisti, gli esperti contabili e le professioni sanitarie, destinatari di percorsi di riforma separati.

Responsabilità, compensi e accesso alle professioni

Tra le principali novità figura la riduzione a cinque anni del termine di prescrizione dell’azione di responsabilità professionale nei rapporti con clienti privati, consumatori e imprese escluse dall’applicazione della legge sull’equo compenso. Per pubbliche amministrazioni, banche, assicurazioni e imprese che rientrano nella legge n. 49 del 2023 continueranno invece ad applicarsi il termine decennale.

Il compenso professionale potrà essere liberamente concordato tra le parti, ma dovrà risultare proporzionato alla quantità, alla qualità e alle caratteristiche della prestazione, garantendo comunque il rispetto dell’equo compenso. I relativi parametri saranno definiti o aggiornati con decreto del ministro vigilante, su proposta del Consiglio nazionale competente.

La delega riconosce inoltre agli iscritti agli Albi l’attività di consulenza nelle materie di specifica competenza. Le attività non espressamente riservate dalla legge resteranno libere, mentre l’utilizzo del titolo professionale sarà consentito esclusivamente agli iscritti.

Per l’accesso alle professioni resta previsto l’esame di Stato nei casi stabiliti dalla normativa vigente. In materia di formazione continua, i Consigli nazionali dovranno stabilire un numero minimo di crediti e prevedere specifiche ore dedicate agli strumenti digitali, all’intelligenza artificiale e ai limiti deontologici del loro utilizzo.

Società professionali, Ordini e tempi della riforma

Per le società tra professionisti, almeno due terzi del capitale e dei diritti di voto dovranno appartenere a professionisti iscritti agli Albi. La partecipazione agli utili dovrà essere proporzionale alla quota di capitale posseduta.

Gli Ordini vengono confermati come enti pubblici non economici, dotati di autonomia patrimoniale e finanziaria e sottoposti alla vigilanza del ministro competente. Il testo esclude espressamente lo svolgimento di attività sindacale.

Le nuove regole elettorali potranno prevedere anche il voto attraverso piattaforme informatiche e dovranno garantire la parità di genere. Per l’elezione dei Consigli nazionali sarà applicato un criterio di proporzionalità attenuata, così da assicurare rappresentanza anche agli Ordini territoriali più piccoli.

Dopo l’eventuale approvazione definitiva della Camera, il Governo dovrà adottare i decreti legislativi entro ventiquattro mesi. La riforma dovrà essere attuata senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

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