Nelle fabbriche italiane sono almeno 150mila i lavoratori coinvolti nell’utilizzo dei carriponte. Per ciascuno di questi si ipotizzano 3-4 operatori interessati. Si tratta di un universo ampio quello dei “carropontisti”, addetti che ogni giorno manovrano strumenti di sollevamento e movimentazione dei carichi più pesanti all’interno delle aziende.
Senza una formazione adeguata, che si concretizza in 1-1,5 giorni di corso, non sarà possibile svolgere la professione.
Prima dell’introduzione dell’accordo, la formazione sull’uso di attrezzature come i carriponte era già prevista dal Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro (D.Lgs. n. 81/2008), ma la scelta del percorso formativo restava a discrezione del datore di lavoro.
Oggi, invece, il carroponte è stato inserito nell’elenco delle attrezzature per le quali è obbligatoria una formazione specifica, standardizzata e predefinita, sia nei contenuti sia nel monte ore, così come già avviene per altre attrezzature come i carrelli elevatori.
I tempi concessi per l’adeguamento risultano molto ristretti rispetto alla vastità della platea coinvolta.
Considerato il numero elevato di operatori, era stata richiesta una maggiore gradualità nell’attuazione dei percorsi formativi, fino a diversi anni per completare la transizione. Richiesta che non è stata accolta.
Diventa quindi necessario garantire tempi più adeguati e strumenti efficaci di supporto formativo, per conciliare sicurezza sul lavoro e continuità produttiva.





