Pagamenti PA nel mirino della stretta fiscale: scatta la protesta dei professionisti

Si registra una forte opposizione da parte delle categorie professionali rispetto alla nuova disciplina che prevede il blocco dei pagamenti della pubblica amministrazione nei confronti dei professionisti con pendenze fiscali, anche di importo ridotto. La misura, destinata a entrare in vigore a metà giugno, ha suscitato critiche diffuse tra diverse rappresentanze del settore.

La normativa interviene su un meccanismo già esistente che subordinava i pagamenti pubblici alla verifica della regolarità fiscale dei beneficiari. La principale novità consiste nell’eliminazione della soglia minima di debito: il blocco potrà scattare anche per importi contenuti, a seguito della notifica di cartelle di pagamento non saldate.
Inoltre, viene modificata la procedura di gestione dei pagamenti: la pubblica amministrazione, in caso di irregolarità, trasferisce direttamente le somme all’ente della riscossione, trattenendo eventuali eccedenze solo successivamente.

Le contestazioni riguardano soprattutto il rischio di un’applicazione ritenuta eccessivamente rigida e generalizzata, che potrebbe colpire anche situazioni di lieve entità. Secondo le osservazioni delle categorie interessate, la norma potrebbe determinare effetti penalizzanti rispetto all’attività professionale svolta, nonostante l’avvenuta esecuzione delle prestazioni.

Ulteriori criticità vengono individuate nel possibile aumento degli adempimenti burocratici e nei ritardi nei pagamenti da parte della pubblica amministrazione. Viene inoltre evidenziato il rischio di complicazioni operative per la gestione delle verifiche preventive di regolarità fiscale e contributiva.

Nel complesso, la misura viene considerata da più parti come un intervento particolarmente restrittivo, che potrebbe richiedere correttivi per bilanciare le esigenze di controllo con quelle di efficienza amministrativa e tutela dell’attività professionale.

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