Ufficio Stampa
Nel quadro delle trattative sul prossimo bilancio pluriennale dell’Unione europea 2028-2034, prende forma l’ipotesi di introdurre nuove forme di finanziamento per sostenere le politiche comunitarie. Tra le principali proposte discusse in sede parlamentare emerge la possibilità di una tassazione mirata sui grandi operatori digitali.
Secondo le prime linee di intesa tra i principali gruppi politici dell’Eurocamera, una delle opzioni sul tavolo riguarda l’introduzione di un contributo sui servizi offerti dalle grandi piattaforme tecnologiche. L’obiettivo è individuare nuove “risorse proprie” in grado di rafforzare il bilancio dell’Unione e ridurre la dipendenza dai contributi nazionali.
Il progetto si inserisce nel più ampio negoziato sul quadro finanziario pluriennale, che nelle ipotesi della Commissione europea potrebbe raggiungere circa 1.800 miliardi di euro. Tra gli strumenti già considerati figurano meccanismi come il sistema ETS e il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere, oltre a possibili contributi da parte di grandi imprese e settori specifici.
Il percorso legislativo resta tuttavia complesso: diversi Stati membri hanno espresso resistenze su alcune delle nuove forme di tassazione proposte, rendendo necessario un difficile equilibrio politico tra esigenze di bilancio e consenso unanime.
Il Parlamento europeo avrà un ruolo consultivo, mentre la decisione finale spetterà al Consiglio dell’Unione europea. Le prossime tappe negoziali saranno decisive per capire quali proposte verranno effettivamente trasformate in misure operative.
Tra i nodi ancora aperti resta il tema della tassazione dei grandi gruppi digitali, che potrebbe riaprire discussioni anche a livello internazionale e commerciale.





