Ufficio Stampa
Se manovra 2026 stimava per il 2025 un rapporto deficit/PIL al 3% quella soglia avrebbe consentito di uscire già nel 2026 dalla procedura di infrazione UE, recuperando autonomia nella gestione dei conti pubblici.
Cosa indicano le stime provvisorie Istat
Le stime provvisorie ISTAT indicano un miglioramento rispetto al 3,4% del 2024 ma collocano comunque il deficit oltre la soglia del 3% che il Governo si era impegnato a rispettare nel Documento Programmatico di Finanza Pubblica di ottobre.
In valore assoluto, quello 0,1% vale intorno ai 2 miliardi di euro di maggiore indebitamento netto. In soccorso dei conti potrebbe venire la Banca d’Italia, che ha chiuso il 2025 con 1,65 miliardi di utili in larga parte destinati allo Stato. La cifra non sembra tuttavia sufficiente, da sola, a riportare il deficit sotto il 3%.
La clausola di salvaguardia
Bruxelles risponde che la clausola di salvaguardia può essere attivata solo «in caso di grave recessione economica nell’area euro o nell’UE nel suo complesso», e al momento non è questo lo scenario. Attivarla significherebbe concedere agli Stati maggiore flessibilità sui vincoli di spesa, tenendo fuori dal deficit determinate categorie di interventi considerati idonei a fronteggiare una situazione eccezionale
Cosa valuterà la Commissione Ue
la Commissione UE valuterà la situazione italiana nell’ambito del Pacchetto di primavera del Semestre europeo, atteso per inizio giugno, sulla base del dato definitivo di consuntivo 2025. Fino ad allora, la partita sul deficit rimane formalmente aperta.





