Cala la fiducia dei consumatori: cosa dicono i dati e perché le imprese resistono

Ufficio Stampa

A marzo, l’indicatore di fiducia dei consumatori cala da 97,4 a 92,6 mentre l’indicatore composito del clima di fiducia delle imprese subisce una riduzione marginale (da 97,4 a 97,3). Lo rileva l’Istat.

Il diffuso peggioramento delle opinioni tra i consumatori

Tra i consumatori, si evidenzia un diffuso peggioramento delle opinioni, soprattutto di quelle sulla situazione economica del Paese:

I dati del settore delle imprese

Per le imprese, l’indice di fiducia aumenta in tutti i comparti indagati a eccezione del commercio al dettaglio: nella manifattura e nelle costruzioni il clima sale, rispettivamente, da 88,5 a 88,8 e da 103,1 a 103,6, nei servizi di mercato aumenta da 102,1 a 102,7 e nel commercio al dettaglio cala da 104,9 a 100,6.

I dati nello specifico dei vari settori delle industrie:

  • Nell’industria manifatturiera gli imprenditori giudicano in miglioramento l’andamento del livello degli ordini ma si attendono una diminuzione del livello della produzione; le scorte di prodotti finiti sono giudicate in diminuzione.
  • Nelle costruzioni tutte le componenti sono in miglioramento.
  • Nei servizi di mercato emerge una dinamica positiva dei giudizi sugli ordini mentre le relative attese sono in calo; le valutazioni sull’andamento degli affari sono improntate all’ottimismo.
  • Nel commercio al dettaglio tutte le componenti peggiorano.
  L’indice di fiducia dei consumatori subisce un marcato calo dovuto a un peggioramento di tutte le componenti dell’indice, a eccezione della variabile sull’opportunità di risparmiare nella fase attuale

Iscriviti alla nostra Newsletter
e resta aggiornato.

F.I.S.A.P.I. – Confederazione Generale
Professioni Intellettuali

CONTATTI