Ufficio Stampa
Un premio dal Fisco per turni, notti, riposi e festivi. Le maggiorazioni e le indennità per lavoro notturno, a turno, festivo e nel giorno di riposo settimanale, infatti, pagano tasse ridotte nella misura unica del 15%, in luogo dalla tassazione ordinaria dell’Irpef.
In quali settori si applica l’agevolazione
L’agevolazione si applica a tutti i settori produttivi, con esclusione dei lavoratori degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande e ai lavoratori del comparto del turismo, inclusi gli stabilimenti termali, ai quali è riconosciuto un “trattamento integrativo speciale
Chi saranno i destinatari dell’incentivo
Destinatari dell’incentivo sono i lavoratori dipendenti che, nell’anno 2025, siano stati titolari di reddito di lavoro dipendente d’importo non superiore a 40.000 euro.
Le prestazioni agevolate: alcuni chiarimenti in merito
L’agevolazione fiscale, prevista per l’anno 2026, riguarda le maggiorazioni e le indennità per lavoro notturno, festivo, nei giorni di riposo settimanale e le indennità per il lavoro a turni. In particolare, la tassazione agevolata si applica:
- alle maggiorazioni e alle indennità corrisposte dal datore di lavoro in relazione al lavoro notturno, come disciplinato dalla legge
- alle maggiorazioni e indennità corrisposte per lavoro svolto nei giorni festivi e di riposo, come individuati dai Ccnl; poiché la norma fa testuale riferimento a “riposo settimanale individuato dai Ccnl”,
- alle indennità di turno e ulteriori emolumenti connessi al lavoro a turni, previsti dai Ccnl; ai fini dell’individuazione di un lavoro “a turni”, si far riferimento alla disciplina legale
- eventuali “indennità di reperibilità” previste dai Ccnl in relazione alle tre tipologie di lavoro sopra indicate (notturno, festivo e riposo, turno).
Chi resta escluso dall’ambito applicativo
Restano escluse dall’ambito applicativo della tassazione agevolata le somme erogate in base agli accordi territoriali e aziendali, nonché gli istituti retributivi indiretti, a carico del datore di lavoro, nel caso di assenza dal lavoro (malattia, maternità/paternità, infortuni), o quelli differiti (Tfr),
Inoltre, restano fuori anche le somme erogate a qualsiasi titolo, per lavoro straordinario, eccetto che festivo o notturno, nonché i compensi che, ancorché denominati come maggiorazioni o indennità, sostituiscono in tutto o in parte la retribuzione ordinaria.
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Cosa comporta l’agevolazione: tutti i chiarimenti
L’agevolazione è fiscale e comporta la tassazione delle prestazioni agevolate con un’imposta sostituiva dell’Irpef e delle addizionali regionali e comunali, pari al 15%.
Le somme che possono fruire della tassazione agevolata sono soltanto quelle erogate nell’anno 2026. Le prestazioni agevolabili non possono superare l’importo annuo di 1.500 euro.
Cosa dovrà comunicare il dipendente
Il dipendente, in ogni caso, è tenuto a comunicare al sostituto d’imposta (datore di lavoro) l’insussistenza del diritto ad avvalersi del regime di tassazione agevolato nelle ipotesi in cui, nel corso del 2026, abbia intrattenuto altri rapporti di lavoro dipendente e percepito somme già assoggettate a imposta sostitutiva, superando in tal modo il limite di 1.500 euro.
Ai fini del raggiungimento del limite annuo non concorrono i premi di risultato e le somme erogate a titolo di partecipazione agli utili soggetti, parimenti, a imposta sostitutiva dell’1% (salva “espressa rinuncia scritta del prestatore di lavoro, sono soggetti a imposta sostitutiva dell’Irpef e relative addizionali pari al 10%, entro un importo di 3.000 euro lordi, i premi di risultato di ammontare variabile la cui corresponsione sia legata a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione, nonché le somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa”.
Altre norme da tenere in considerazione
Le somme agevolabili sono esclusivamente quelle previste dai “contratti collettivi nazionali di lavoro”
L’agevolazione, “fermo restando il principio di cassa allargato”, interessa tutti gli importi erogati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026. La precisazione sul “principio di cassa allargata” sembra comportare che gli aumenti, di cui si possa concretamente fruire della tassazione ridotta, siano solo quelli erogati dal 13 gennaio: solo così, appartengono al periodo d’imposta 2026, poiché, per il principio di cassa allargato
Agevolazione e dichiarazione dei redditi
L’agevolazione è riconosciuta direttamente in busta paga dal datore di lavoro che, in qualità di sostituto d’imposta, applica la tassazione sulle retribuzioni erogate ai propri dipendenti. Tuttavia, qualora il lavoratore percepisca redditi di lavoro dipendente non soggetti a ritenuta fiscale, in quanto privo di sostituto d’imposta (per es. i domestici), il beneficio può essere fruito in dichiarazione dei redditi (quella relativa all’anno 2026, presentata nel 2027).





