Nuove regole e incentivi per le piccole imprese: cosa cambia con la legge 2026

Ufficio Stampa

Il Senato ha approvato in via definitiva il 4 marzo 2026 la prima legge annuale dedicata alla tutela e allo sviluppo delle micro, piccole e medie imprese. Il provvedimento arriva a quattordici anni dall’introduzione dello Statuto delle imprese (Legge 180/2011), che prevedeva l’obbligo di adottare ogni anno una normativa specifica per sostenere il sistema delle PMI, obbligo rimasto finora inattuato. In attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, alcune misure – tra cui staffetta generazionale, interventi su sicurezza sul lavoro, smart working e reti d’impresa – diventeranno operative con l’entrata in vigore della legge.

In Italia oltre il 95% delle attività economiche è costituito da piccole e medie imprese e il nuovo provvedimento introduce un insieme di interventi articolati in sei capi e 26 articoli. Le disposizioni riguardano principalmente aggregazioni e continuità aziendale, accesso al credito, semplificazioni amministrative, trasparenza digitale, misure per il settore turistico-ricettivo e alcune deleghe al Governo per riforme future. Il percorso legislativo è iniziato con il primo schema approvato dal Consiglio dei Ministri nel gennaio 2025 e si è concluso dopo tre letture parlamentari, rese necessarie anche dalle modifiche introdotte dalla Camera nel febbraio 2026.

Tra queste modifiche c’è lo stralcio delle norme dedicate alla filiera della moda e del tessile-abbigliamento. Nel testo originario erano previsti contributi per programmi di innovazione tecnologica e per sistemi di certificazione volontaria delle imprese del settore. Per esigenze di copertura finanziaria queste misure sono state eliminate e le risorse inizialmente previste, fino a 100 milioni di euro, confluiranno nel Fondo per la crescita sostenibile. I finanziamenti saranno quindi accessibili a tutte le PMI manifatturiere e la soglia minima di investimento è stata ridotta da 3 a 1 milione di euro. Le imprese della moda restano tra i possibili beneficiari ma senza priorità specifiche.

Una delle novità principali riguarda il ricambio generazionale nelle imprese di piccole dimensioni. In via sperimentale per il biennio 2026-2027 viene introdotto un sistema di part-time incentivato rivolto a un massimo di mille lavoratori. I dipendenti a tempo pieno e indeterminato di aziende con meno di 50 addetti che matureranno il diritto alla pensione entro il 1° gennaio 2028 potranno ridurre volontariamente l’orario di lavoro al 25% o al 50%. La parte di contributi non più versata dall’azienda sarà coperta dallo Stato, con un esonero fino a 3.000 euro annui per ogni rapporto trasformato e con contribuzione figurativa garantita fino al pensionamento. In cambio, l’impresa dovrà assumere contemporaneamente un lavoratore under 34 con contratto a tempo pieno e indeterminato. Per questa misura sono stati stanziati 8,7 milioni di euro per il biennio.

La legge interviene anche sulla sicurezza sul lavoro nelle micro e piccole imprese. L’INAIL dovrà predisporre entro 120 giorni modelli semplificati di organizzazione e gestione della sicurezza adattati alle dimensioni aziendali e ai diversi settori produttivi. Viene inoltre prevista la possibilità per il responsabile del servizio di prevenzione e protezione di svolgere moduli formativi direttamente negli ambienti di lavoro dove si sono verificate criticità. Un’altra novità riguarda l’esonero dall’assicurazione obbligatoria per carrelli elevatori e veicoli aziendali utilizzati esclusivamente in aree private non aperte al pubblico, come magazzini o aree portuali e aeroportuali, già coperti da specifiche polizze aziendali.

Sul lavoro agile la normativa chiarisce gli obblighi di sicurezza per il datore di lavoro. L’azienda è considerata adempiente se consegna ogni anno al lavoratore e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza un’informativa scritta con l’indicazione dei rischi generali e specifici legati alla prestazione svolta fuori sede. Il lavoratore è a sua volta tenuto a collaborare all’applicazione delle misure di prevenzione stabilite dall’impresa.

Il provvedimento introduce inoltre strumenti per rafforzare la struttura finanziaria delle PMI. Per le reti d’impresa viene reintrodotto il regime di detassazione degli utili reinvestiti nei programmi comuni: le somme accantonate al fondo patrimoniale della rete non concorreranno alla formazione del reddito imponibile nel periodo 2026-2028 fino a un massimo di un milione di euro all’anno per impresa, con una dotazione complessiva di 45 milioni. L’agevolazione decadrà se gli utili saranno utilizzati per scopi diversi dalla copertura di perdite o se l’impresa uscirà dal contratto di rete, e resta comunque subordinata all’autorizzazione della Commissione europea.

Tra le innovazioni più significative compare anche la cartolarizzazione del magazzino. Le imprese potranno trasformare le scorte fisiche e i crediti derivanti dalla futura vendita dei beni in strumenti finanziari cedibili a investitori istituzionali, ottenendo liquidità immediata. A tal fine viene modificata la normativa sulla cartolarizzazione (Legge 130/1999), includendo nel patrimonio separato anche beni in lavorazione o trasformazione e consentendo alle PMI non finanziarie di utilizzare questo strumento per la cessione dei propri crediti commerciali.

Un capitolo specifico riguarda la regolamentazione delle recensioni online, con particolare riferimento a ristoranti, bar e strutture ricettive. La legge stabilisce i criteri di liceità delle recensioni e vieta espressamente la compravendita di recensioni, apprezzamenti o interazioni tra imprenditori, intermediari o piattaforme. Una recensione sarà considerata valida solo se pubblicata entro trenta giorni dall’utilizzo del servizio, proveniente dalla persona fisica che ha effettivamente usufruito del prodotto o servizio, coerente con le caratteristiche della struttura, non collegata a sconti o benefici promessi dal fornitore e accompagnata da documentazione fiscale che ne dimostri l’autenticità. Le recensioni saranno inoltre cancellate automaticamente dopo due anni dalla pubblicazione.

Il controllo sull’applicazione di queste norme sarà affidato all’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che in collaborazione con il Ministero del Turismo dovrà definire linee guida operative, effettuare monitoraggi periodici e presentare relazioni alle Camere. Le associazioni rappresentative delle imprese turistiche potranno ottenere il riconoscimento di segnalatore attendibile.

Iscriviti alla nostra Newsletter
e resta aggiornato.

F.I.S.A.P.I. – Confederazione Generale
Professioni Intellettuali

CONTATTI