PMI tra fisco e consulenza: le imprese vogliono più supporto strategico

Ufficio Stampa

Il ruolo del consulente fiscale resta centrale

Per chi gestisce una piccola o media impresa o una partita IVA, il consulente fiscale continua a rappresentare una figura essenziale. La complessità del sistema tributario e degli adempimenti amministrativi rende infatti difficile operare senza un supporto professionale.

Negli ultimi anni, tuttavia, le esigenze delle imprese stanno cambiando. Se in passato il rapporto con il consulente era legato quasi esclusivamente alla gestione delle scadenze fiscali e alla compilazione delle dichiarazioni, oggi molte aziende chiedono un contributo più ampio: analisi dei dati economici, pianificazione finanziaria e supporto nelle decisioni strategiche.

Dipendenza elevata dai professionisti

Secondo una recente indagine su centinaia di imprenditori alla guida di imprese con fatturato fino a circa dieci milioni di euro, il livello di dipendenza dai consulenti fiscali rimane molto alto.

Circa l’83% delle imprese dichiara di non avere pieno controllo dei propri numeri aziendali senza il supporto del professionista, mentre quasi un quarto degli intervistati ammette di non riuscire a operare autonomamente senza questo tipo di assistenza.

Questo dato evidenzia quanto la gestione amministrativa e fiscale rappresenti ancora un ambito complesso per molte realtà imprenditoriali.

Le nuove aspettative delle imprese

Le aziende chiedono però un’evoluzione del servizio offerto.

Tra le richieste più frequenti emergono:

-maggiore chiarezza nella lettura dei dati economici, richiesta da circa un terzo degli imprenditori;

-più prevedibilità dei costi e delle imposte, indicata da circa il 31%;

-supporto nelle decisioni finanziarie e strategiche, segnalato da circa il 24,5%.

A queste esigenze si aggiungono aspetti operativi: quasi un’impresa su quattro vorrebbe comunicazioni più rapide e semplici, mentre oltre il 21% auspica un uso più esteso di strumenti digitali per semplificare la gestione amministrativa.

Il divario tra aspettative e realtà

Nonostante queste richieste, nella pratica il rapporto tra imprese e consulenti resta spesso limitato agli aspetti più operativi.

Quasi la metà degli imprenditori afferma che l’assistenza ricevuta riguarda soprattutto gli adempimenti amministrativi, mentre solo una minoranza ridotta descrive il rapporto come realmente consulenziale.

Le attività in cui il supporto è percepito come più utile sono:

gestione amministrativa ordinaria (oltre il 77%);

predisposizione e invio delle dichiarazioni fiscali (circa il 58%);

gestione dei pagamenti delle imposte (circa il 43%).

Quando invece si parla di attività più strategiche, la percezione di utilità cala sensibilmente. Solo una parte delle imprese indica un supporto efficace nella gestione di imprevisti economici, nel monitoraggio delle performance aziendali o nelle decisioni su investimenti e crescita.

Il ruolo della tecnologia nella trasformazione del settore

Le nuove tecnologie stanno iniziando a modificare questo scenario. Strumenti digitali e soluzioni basate su automazione e intelligenza artificiale consentono oggi di gestire in modo più rapido molti processi amministrativi e contabili.

L’automazione di alcune attività operative potrebbe quindi liberare tempo e risorse, permettendo ai professionisti di concentrarsi maggiormente su attività a più alto valore aggiunto, come l’analisi dei dati aziendali e il supporto alle scelte strategiche.

Verso una consulenza più evoluta

In un contesto economico e normativo in continuo cambiamento, le imprese hanno bisogno non solo di gestire correttamente gli obblighi fiscali, ma anche di comprendere meglio i propri numeri e pianificare il futuro.

Per questo motivo cresce la richiesta di un rapporto più evoluto con i consulenti, basato su analisi, pianificazione e supporto decisionale. Per molti studi professionali, la sfida dei prossimi anni sarà proprio quella di passare da una logica puramente operativa a un ruolo di partner strategico per le imprese.

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