Legge di Bilancio 2026: flat tax al 5% sugli aumenti contrattuali

Ufficio stampa

La Legge di Bilancio 2026 introduce una tassazione agevolata del 5% sugli incrementi retributivi derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi nazionali di lavoro. La misura ha l’obiettivo di sostenere i salari e aumentare il potere d’acquisto dei lavoratori, concentrandosi su aumenti retribuitivi concreti piuttosto che sulla busta paga complessiva.

Chi può beneficiarne

L’aliquota sostitutiva del 5% si applica solo agli aumenti retributivi – e non all’intero reddito da lavoro dipendente – riconosciuti nel periodo d’imposta 2026.

Possono usufruirne i lavoratori dipendenti del settore privato .

Il beneficio è riservato ai soggetti con reddito da lavoro dipendente non superiore a una soglia reddituale fissata (circa 33.000 euro nel 2025) per poter accedere alla flat tax sugli aumenti del 2026.

L’agevolazione riguarda gli aumenti derivanti dai rinnovi di contratti collettivi nazionali conclusi negli anni 2024, 2025 e 2026.

Come funziona in concreto

La misura sostituisce l’IRPEF progressiva e le addizionali locali solo sulla quota di aumento contrattuale.

Nel 2026, gli aumenti salariali legati a nuovi accordi collettivi saranno tassati con un’aliquota agevolata del 5%, invece di applicare l’aliquota ordinaria Irpef che può essere molto più alta, soprattutto nei redditi medi.

L’effetto immediato è un maggiore netto in busta paga per i dipendenti interessati, rendendo l’aumento contrattuale più “effettivo” per il lavoratore.

Perché è rilevante per il mercato del lavoro

La misura si inserisce nel quadro di interventi fiscali volti a rafforzare i redditi da lavoro dipendente, con detassazioni mirate non solo sui rinnovi contrattuali ma anche sui premi di produttività e altre voci retributive (come straordinari, festivi, turni notturni).

Non sostituisce la progressività dell’IRPEF sull’intero reddito, ma alleggerisce fiscalmente solo gli aumenti specifici legati alla contrattazione collettiva.

La flat tax agevolata rappresenta un incentivo indiretto alla contrattazione e al rinnovo dei CCNL, favorendo i lavoratori con redditi medio-bassi e stimolando gli accordi sindacali.

Impatto stimato

Secondo le proiezioni fiscali e tecniche della Legge di Bilancio, questa tassazione agevolata interesserà diversi milioni di lavoratori dipendenti con redditi sotto la soglia prevista, contribuendo a un aumento netto della retribuzione disponibile attraverso una leva fiscale selettiva

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