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A decorrere dal 2026, l’aliquota è ridotta dal 35 al 33%
Il taglio dell’Irpef, i rinnovi contrattuali, i premi di produttività, le indennità, la previdenza complementare e i buoni pasto costituiscono i principali ambiti di intervento della manovra fiscale del 2026, destinata a incidere direttamente sui redditi da lavoro dipendente e sulle buste paga dei lavoratori.
Quali sono le novità fiscali per il lavoro dipendente
Si prevedono un insieme di disposizioni di natura fiscale e contrattuale finalizzate a incidere sul reddito disponibile dei lavoratori e sull’andamento dei consumi.
Revisione dell’Irpef, detrazioni fiscali: tutte le novità
Tra le novità di maggiore rilievo figura la revisione del secondo scaglione dell’imposta sul reddito delle persone fisiche. A decorrere dal 2026, l’aliquota è ridotta dal 35 al 33 per cento. La modifica è prevista dall’articolo 1, comma 3, della legge di bilancio 2026, che interviene sull’articolo 11, comma 1, lettera b), Tuir, incidendo sulla determinazione dell’imposta dovuta dai contribuenti interessati. Accanto a tale intervento, la manovra introduce una rimodulazione del sistema delle detrazioni fiscali per i contribuenti con redditi più elevati. In particolare, l’articolo 1, comma 4, della legge di bilancio 2026 modifica l’articolo 16-ter del Tuir, prevedendo che per i contribuenti con un reddito complessivo superiore a 200.000 euro, al netto dell’abitazione principale, l’ammontare complessivo delle detrazioni spettanti per gli oneri individuati dalla norma sia ridotto di 440 euro.
Nuovi Incentivi per rinnovi contrattuali e produttività
In questo contesto si colloca la disposizione contenuta nell’articolo 1, comma 7, della legge di bilancio 2026, che prevede, per l’anno 2026, l’applicazione di un’imposta sostitutiva con aliquota del 5 per cento agli incrementi retributivi riconosciuti ai lavoratori dipendenti del settore privato in attuazione di contratti collettivi rinnovati nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2026. Il regime agevolato è destinato ai lavoratori – salvo espressa rinuncia scritta – che, nel corso del 2025, hanno conseguito un reddito complessivo non superiore a 33.000 euro e si applica esclusivamente agli aumenti salariali derivanti dai rinnovi contrattuali, consentendo una tassazione ridotta rispetto a quella ordinaria.
Quali i premi di risultato e partecipazione agli utili
Per gli anni 2026 e 2027, i commi 8 e 9 dell’articolo 1 prevedono una significativa riduzione dell’aliquota dell’imposta sostitutiva applicabile a tali emolumenti, che passa dal 5 per cento all’1 per cento, nonché un contestuale ampliamento del limite annuo delle somme agevolabili, innalzato da 3.000 a 5.000 euro. Resta ferma l’applicazione della disciplina di cui all’articolo 1, commi da 182 a 189, della legge 28 dicembre 2015, n. 208. Il regime agevolato continua a essere riservato ai lavoratori dipendenti del settore privato titolari di redditi da lavoro dipendente non superiori a 80.000 euro, confermando l’impostazione già adottata negli anni precedenti.
Quali le agevolazioni per lavoro notturno e festivo
La disciplina è contenuta all’interno dell’articolo 1, commi 10 e 11, della legge di bilancio 2026. Non rientrano nel limite i premi di risultato e le somme corrisposte a titolo di partecipazione agli utili, mentre l’agevolazione non si applica ai settori del commercio, del turismo e degli stabilimenti termali. L’imposta sostitutiva viene applicata dai sostituti d’imposta del settore privato e, nel caso in cui il sostituto tenuto all’applicazione non sia lo stesso che ha rilasciato la certificazione unica dei redditi per l’anno precedente, il lavoratore deve attestare per iscritto l’ammontare del reddito da lavoro dipendente conseguito nell’anno precedente.
Quali le novità sui buoni pasto elettronici
In particolare, l’articolo 1, comma 14, della legge di bilancio 2026 ha modificato l’articolo 51, comma 2, lettera c), del Tuir, innalzando da 8 a 10 euro il valore giornaliero dei buoni pasto elettronici che non concorrono a formare il reddito da lavoro dipendente. L’innalzamento del limite dei buoni pasto elettronici rafforza l’utilizzo di questa modalità, più moderna e facilmente tracciabile, ormai adottata dalla maggior parte dei datori di lavoro. La legge di bilancio 2026 interviene anche sulla disciplina fiscale dei contributi versati alle forme di previdenza complementare.
Deducibilità e adesione automatica
Nello specifico, l’art. 1, comma 201, della legge di bilancio 2026 modifica l’articolo 8, commi 4 e 6, del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252. In particolare, a partire dal periodo d’imposta 2026, il limite annuo di deducibilità dal reddito complessivo Irpef dei contributi versati dai lavoratori e dai datori di lavoro o committenti, sia volontari sia obbligatori in base a contratti o accordi collettivi, compresi quelli aziendali, viene innalzando da 5.164, 57 a 5.300 euro.
Per i neoassunti previsto un meccanismo di adesione automatica
Infatti, per i lavoratori dipendenti del settore privato alla prima assunzione, esclusi i lavoratori domestici, la legge di bilancio 2026 introduce un meccanismo di adesione automatica alla previdenza complementare. In pratica, chi entra nel mondo del lavoro viene iscritto direttamente a una forma pensionistica collettiva, che può derivare da accordi o contratti collettivi aziendali o territoriali, salvo che decida di rinunciare entro sessanta giorni dalla prima assunzione.
Quali sono le novità sui contributi
I contributi a carico del lavoratore non sono obbligatori se la retribuzione annuale lorda è inferiore al valore dell’assegno sociale previsto dalla legge. Se l’azienda non ha sottoscritto contratti o accordi collettivi che stabiliscano la forma pensionistica di riferimento, il Tfr e i contributi vengono destinati a una forma residuale, individuata da regolamento ministeriale specifico. Il datore di lavoro, dal canto suo, è tenuto a comunicare alla forma pensionistica di destinazione l’avvenuta adesione automatica e ad avviare i versamenti a partire dal mese successivo alla scadenza dei sessanta giorni concessi al lavoratore. Questi versamenti includono anche quanto maturato fin dalla data di assunzione, garantendo che l’adesione decorra effettivamente dal primo giorno di lavoro. In questo modo, la nuova disciplina semplifica il percorso di accesso alla previdenza complementare per i neoassunti, rendendo automatico il passaggio al sistema collettivo e assicurando al contempo libertà di scelta e possibilità di personalizzazione del Tfr secondo le preferenze del lavoratore.





