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Ecco le principali novità e le decorrenze temporali delle nuove disposizioni che introduce la legge di bilancio; sono previste novità significative:
una serie di modifiche fiscali che incidono in modo diretto sulle aliquote applicabili a diversi redditi e operazioni, individuando le decorrenze temporali delle nuove disposizioni.
Una ritenuta del 0,5% (che poi diventerà dell’1% dal 2029) che opera come acconto delle imposte sui redditi e si applica ai corrispettivi incassati per cessioni di beni e prestazioni di servizi nell’esercizio d’impresa. La misura nasce per rafforzare le informazioni disponibili per l’analisi del rischio e per consolidare gli interventi della riforma fiscale collegata al Pnrr. La stessa manovra, nel frattempo, concentra una serie di interventi con un calendario, che incide su contribuenti, imprese e settori specifici soprattutto per finestre temporali e scadenze.
Quali sono le novità per il lavoratore privato
Un’imposta sostitutiva del 5% sugli incrementi retributivi riconosciuti nel 2026 ai lavoratori con redditi 2025 entro 33mila euro, se collegati a rinnovi contrattuali sottoscritti nel triennio 2024-2026.
Sempre sul 2026 e sul 2027 si colloca la riduzione al 1% dell’imposta sostitutiva sui premi di risultato e sulla partecipazione agli utili, con l’innalzamento a 5mila euro del plafond annuo agevolabile.
Per il solo 2026, arriva una imposta sostitutiva del 15% su alcune maggiorazioni e indennità connesse al lavoro notturno, festivo e a turni, entro un limite annuo di 1.500 euro e per lavoratori con reddito 2025 non superiore a 40mila euro. Sul versante turismo, la finestra è più stretta: dal 1° gennaio al 30 settembre 2026 è previsto un trattamento integrativo speciale, non imponibile, pari al 15% della retribuzione lorda per lavoro notturno e straordinario festivo, sempre per chi nel 2025 non supera i 40mila euro di reddito e con riconoscimento su richiesta del lavoratore.
Il 2026 anno di proroga delle agevolazioni edilizie
Il 2026 resta anche l’anno di proroga delle poche agevolazioni edilizie rimaste nel 2025 per gli interventi di ristrutturazione edilizia, di riqualificazione energetica e antisismica, confermando l’aliquota del 36% o, per le abitazioni principali, del 50%, e mantenendo anche per il 2026 il bonus mobili entro il limite di 5.000 euro. Sul mercato degli affitti brevi cambia dal 2026 la “soglia” oltre la quale l’attività viene presunta imprenditoriale: la presunzione scatta dal terzo immobile e non più dal quinto.
Cosa cambia per le imposte ambientali
Sulle imposte ambientali e di consumo viene indicato un rinvio al 1° gennaio 2027 per plastic tax e sugar tax. E sul fronte doganale, in parallelo, compare il contributo di 2 euro sulle piccole spedizioni extra-Ue fino a 150 euro, con riscossione all’importazione definitiva.
Un riassunto delle novità per la legge di bilancio
La legge di Bilancio 2026 ripropone il regime temporaneo di assegnazione agevolata dei beni immobili e dei beni mobili registrati non strumentali ai soci, applicabile alle assegnazioni e alle trasformazioni in società semplici effettuate entro il 30 settembre 2026, prevedendo l’applicazione di un’imposta sostitutiva dell’8%, elevata al 10,5% per le società non operative, e di un’imposta del 13% sulle riserve in sospensione d’imposta, con versamenti ripartiti tra il 30 settembre e il 30 novembre 2026.
Cosa cambia per le imprese individuali
Per le imprese individuali è inoltre confermata la possibilità di estromettere in via agevolata dal patrimonio i beni immobili strumentali, inclusi quelli posseduti al 30 settembre 2025, per le operazioni effettuate dal 1° gennaio al 31 maggio 2026, mediante il pagamento di un’imposta sostitutiva dell’8% da versare in due rate entro il 30 novembre 2026 e il 30 giugno 2027.
La legge di Bilancio 2026 interviene anche sulle modalità di tassazione delle plusvalenze realizzate sui beni strumentali, restringendo i casi in cui è possibile diluire l’imposta in più anni. A partire dal 2026, la rateizzazione resta ammessa solo per le plusvalenze che derivano dalla cessione di un’azienda o di un ramo d’azienda posseduti da almeno tre anni





