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Il ministro Nordio apre alla riforma promossa dal CNF per inserire la professione dell’avvocato in Costituzione

In occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario dell’avvocatura, diversi interventi si sono susseguiti con l’obiettivo di avviare un ampio confronto sul funzionamento della giustizia e sul ruolo dell’avvocato. Il presidente del Consiglio Nazionale Forense (CNF), Francesco Greco, ha sottolineato come le continue limitazioni imposte alla figura dell’avvocato come difensore siano il risultato di un sistema che tende a ridurre la giustizia a un “mero servizio” anziché considerarla una funzione fondamentale di uno stato democratico.

Margherita Cassano, prima presidente della Cassazione, ha evidenziato come l’avvocato difensore venga relegato quasi a formalità o, peggio, considerato un intralcio dai magistrati. Nel suo intervento, anche il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha auspicato un cambiamento di prospettiva e ha espresso il desiderio di inserire la figura dell’avvocato nella Costituzione, nel caso di una futura riforma costituzionale, riconoscendone così il ruolo fondamentale.

Questa apertura rappresenta un passo significativo, offrendo al CNF l’opportunità di richiamare l’attenzione su questa importante questione. Tuttavia, sarà necessaria una valutazione della fattibilità, considerato che le priorità del governo sembrano orientate verso altre riforme costituzionali.

Nordio ha inoltre ribadito l’importanza di non ridurre la giustizia a un semplice servizio, evidenziando tuttavia la necessità di implementare azioni volte a migliorare il funzionamento del sistema. In questo contesto, ha fatto riferimento ai tre prossimi concorsi in programma, necessari per raggiungere gli obiettivi di efficienza prefissati. Inoltre, il ministro ha sottolineato una novità significativa del suo mandato: l’inserimento di un rappresentante dell’avvocatura nell’ufficio legislativo.

Seguendo l’esempio di Margherita Cassano, Nordio ha sottolineato l’importanza dell’umiltà e del buonsenso per i magistrati, affermando che l’umiltà non si impara dagli studi ma si sviluppa attraverso la cultura e il riconoscimento dei propri limiti, un concetto definito come “dotta ignoranza”. Ha anche enfatizzato il ruolo critico degli avvocati nel suscitare il dubbio nei giudici, un elemento fondamentale per il loro lavoro.

Il Sostegno di FederProfessioni

FederProfessioni sostiene pienamente quanto affermato dal ministro Nordio e riconosce l’importanza di includere la figura dell’avvocato in Costituzione, valorizzandone il ruolo centrale nella giustizia italiana. L’inserimento di un rappresentante dell’avvocatura nell’ufficio legislativo è un passo significativo che evidenzia l’impegno verso una giustizia più inclusiva e partecipativa. Continueremo a lavorare insieme per difendere e promuovere i diritti e la dignità dei professionisti del settore.

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