La mediazione civile e commerciale in soccorso di Giudici e Avvocati

Lo dice l’avvocato Marisa Cataldo in una intervista della giornalista del Corriere del Mezzogiorno.

” La mediazione offre, ormai già da diverso tempo, una risposta concreta alla soluzione delle controversie, perché ne sviscera le motivazioni, lavora sugli interessi dei protagonisti e cerca un accordo che ponga fine al conflitto, in tempi estremamente brevi. Il tutto con la partecipazione degli avvocati e di un mediatore professionale. Abbiamo chiesto a Marisa Cataldo, coordinatore per la Puglia dell’Associazione Nazionale per l’Arbitrato e la Conciliazione (ANPAR), di illustrarci i vantaggi e le opportunità offerte dalla mediazione civile e commerciale.

Il virus sembra non aver fermato la mediazione, anzi…
Ora, più che mai, i cittadini, le imprese e la Pubblica Amministrazione necessitano di risposte urgenti. I tribunali, però, e più in generale, il sistema Giustizia sono ‘chiusi’. I pregiudizi economici che ne scaturiscono sono gravi. Bisogna, pertanto, a maggior ragione in questo momento di emergenza, spalancare le porte alla mediazione, il principale dei sistemi di ADR, lasciare che tutti gli attori si siedano al tavolo del confronto e della comunicazione con consapevolezza e responsabilità, e colgano l’opportunità di lasciare al mediatore la gestione del conflitto e ad essi stessi l’individuazione di una soluzione adeguata del problema.
Perché più che in passato dobbiamo considerare opportuno il ricorso alla mediazione durante questo periodo caratterizzato dall’emergenza epidemica?
Non c’è tempo di attendere, non c’è possibilità di rinviare il ricorso alla Giustizia perché non si hanno tempi certi di ripresa. E quand’anche si potesse attendere, mancherebbe la liquidità per affrontare un contenzioso, per cui, a quel punto, la Giustizia diverrebbe inaccessibile per molti. Da subito, invece, si può ricorrere ad un procedimento complementare alla Giurisdizione, alla mediazione appunto, grazie alla quale cittadini e imprese possono trovare risposte e ‘rialzarsi’. Nessuno può essere lasciato solo, nemmeno dal diritto. E senza il diritto non si possono gestire né la crisi né il cambiamento.
Quali sono le più importanti novità che stanno interessando l’istituto della mediazione?
Il Governo sta prestando particolare attenzione alle procedure ADR. L’emendamento al comma 20 dell’artico 83 del Decreto ‘Cura Italia’ stabilisce la possibilità di svolgere gli incontri di mediazione in videoconferenza, previo consenso delle parti, con l’avvocato autorizzato ad autenticare la procura conferita e inviata dal suo cliente anche in formato immagine e a dichiarare autografa la sottoscrizione del verbale di conciliazione ai fini dell’esecutività dell’accordo prevista dall’articolo 12 del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28. E’ questo un segnale importante che è stato dato, perché se da un lato sono state sospese udienze e attività connesse, dall’altro è da subito offerta la possibilità di attivare procedure di mediazione con la certezza che le stesse possono svolgersi a distanza, attraverso piattaforme ormai diventate familiari per il lavoro.
Tutto qui?
Direi di no. Qualche giorno fa è stato pubblicato il ‘Manifesto della Giustizia Complementare alla Giurisdizione’ che ha avuto piena approvazione dall’avvocatura, della magistratura e dal mondo imprenditoriale. Il Manifesto è giunto all’attenzione e all’esame del Tavolo Tecnico sulle procedure stragiudiziali in materia civile e commerciale costituito presso il Ministero della Giustizia nel dicembre 2019 e coordinato dalla prof.ssa Paola Lucarelli. Proposta assai rilevante è l’estensione del tentativo obbligatorio di conciliazione anche alle obbligazioni contrattuali in modo che il contenzioso, compreso quello che deriva dai problemi di impossibilità o eccessiva onerosità della prestazione, possa essere gestito e risolto subito.
Ma perché definisce rilevante questa proposta contenuta nel ‘Manifesto’
Purtroppo si prevedono numerose controversie sugli effetti che le misure di contenimento avranno sui contratti. L’obiettivo, raggiungibile solo con la mediazione, non è tanto quello di non attendere tempi molti lunghi per una definizione, ma, soprattutto, evitare decisioni demolitorie (ossia sentenze). Solo così facendo lo Stato può concretamente proteggere i cittadini e soprattutto le imprese, perché un conflitto, anche commerciale, diramato e risolto è sempre foriero di rinascita delle relazioni sociali. Come dice il ‘Manifesto’, la coesione sociale, esito tipico della mediazione, è il presupposto della rinascita anche economica del nostro Paese. E non fossilizziamoci sul concetto di ‘obbligatorietà’, perché in questo momento è utile e opportuno ‘accompagnare’ le parti. Il processo di maturità della collettività che porterà a scegliere la mediazione spontaneamente e a spogliarla della veste di condizione di procedibilità è ancora  in itinere, per cui, in questo momento c’è ancora necessità di veicolare l’adozione di questa nuova cultura.
Quali ulteriori interventi sarebbero auspicabili incentivare il ricorso alla mediazione?
La politica è chiamata, in questo contesto, a manifestare ancora più attenzione alle procedure ADR in generale, e alla mediazione in particolare, prevedendo ad esempio maggiore deducibilità fiscale dei costi di mediazione, delle negoziazione e degli arbitrati, estendendola agli onorari degli avvocati. L’Anpar, l’Organismo di Mediazione che coordino per la Puglia, ha anche sollecitato al Governo lo stanziamento di un contributo economico in favore degli Organismi privati, ad oggi iscritti al Registro Ministeriale, che permetta di sopperire ai costi di avvio e di adesione delle procedure di mediazione, almeno sino al 31.12.2020. L’intervento richiesto è finalizzato a rendere ‘gratuito’ l’accesso alla mediazione per tutti. E tanto al fine di dare la possibilità, immediata, ai cittadini e alle imprese, di azionare l’esercizio dei propri diritti senza costi di avvio della procedura e, aspetto non meno importante per l’avvocatura, di velocizzare la ripresa dell’attività legale”.