Questa è l’Europa del “si salvi chi può”

Le scarse e contraddittorie  risposte date dall’U.E. al grido di allarme degli Stati colpiti dal corona virus stanno facendo sì, che si fanno ogni giorno più pesanti le conseguenze sia sanitarie sia economiche.

Tutti sembrano avere fretta a chiudere questo grande “naufragio” con un “si salvi chi può” che lancia il comandante quando la nave sta per affondare.

Su una Europa che affonda c’è poco tempo per gli omaggi. L’apparenza sdolcinata, misericordiosa, altruista,  tenera   di alcuni capi di Stato nei confronti di  altri è buona solo per la storia.

Per farla breve, allorquando  di mezzo c’è la vita e  i soldi l’unica legge che conta è quella di mettere in salvo la propria.

E allora, in questa pandemia mondiale, quali sono gli Stati che hanno maggiori possibilità di venirne fuori senza eccessivi danni?

La risposta va contro le comuni credenze sul comportamento umano in caso di pericolo. Chi ha denunciato  in ritardo la pandemia è già salvo, l’America e la Russia hanno risorse sufficienti per  venirne fuori,  gli Stati del nord  Europa  si sono autostanziati risorse  per stare tranquilli, impensieriscono tutti gli altri Stati dell’U.E. in particolare l’Italia.

Lo spirito di sacrificio a onor della “solidarietà” che l’Italia ha messo in atto nei confronti di chi ne ha bisogno perché richiesti da questa U.E. non sono serviti a nulla se non a concludere  che la vera legge dell’U.E. è, in poche parole: “si salvi chi può.”

L’Italia è un popolo di grande risorse  e gli italiani è gente di grande energia e umanità, lo dimostrano i tanti che si sono immolati e i coraggiosi che in questa guerra  hanno combattuto e combattono per salvare gli altri. In alcuni Stati del nord Europa si è fermata la loro ragione  sul non dare all’Italia, agevolando l’aggravamento dei conflitti sociali in parte iniziato già prima di questa emergenza sanitaria.

Per scongiurare il fallimento di un progetto sanitario oggi e economico domani è necessario un governo autorevole e credibile. I ministri fanno fatica a trovare soluzioni  sanitarie ed economiche  e per i cittadini  è pericoloso sia credere che non credere  a quanto è stato messo in atto a favore dei davvero bisognosi.

Non bastano le parole per commuovere gli animi sono gli esempi che li trascinano e l’esempio che alcuni hanno dato “dell’uno vale uno” si sta manifestando nella sua totale incompetenza e inefficienza.  Nessun programma è possibile rispettare in questi momenti di grande incertezza fino a quando non ci sarà un farmaco che sconfiggerà il corona virus e una guida  governativa non “montiana”  in grado di opporsi alla strapotenza  da parte  di alcuni Stati d’Europa.